Amsterdam non ancora pronta, anche il direttore dell'Ema si arrende all'evidenza

"L'edificio finale dell'Ema ad Amsterdam non sarà pronto per il 30 marzo 2019", ammette Guido Rasi, il numero 1 dell'Agenzia del Farmaco. Parole che rilanciano la battaglia di governo ed eurodeputati italiani. La partita si decide al Parlamento Ue

Il direttore dell'Ema Rasi, al centro, con il ministro olandese della Salute e il sindaco di Amsterdam di fronte al modellino della sede dell'Ema. EPA/ROBIN VAN LONKHUIJSEN

"L'edificio finale di Ema ad Amsterdam non sarà pronto per il 30 marzo 2019", data entro la quale avverrà il trasloco dell'Agenzia europea dei medicinali da Londra alla città olandese per via della Brexit. Anche il direttore dell'Ema, l'italiano Guido Rasi, peraltro molto contento della soluzione orange, si arrende all'evidenza: gli olandesi sono indietro. Un ritardo su cui da giorni si è lanciato il governo italiano e la pattuglia di eurodeputati nostrani a Strasburgo, ancora bruciati dall'epilogo per sorteggio che ha fatto fuori Milano al fotofinish e per sorteggio.

Rasi: "Ci vorranno più risorse e più tempo per andare a regime"

Non essendo pronto l'edificio definitivo, a Zuidas nel distretto finanziario di Amsterdam, i funzionari dell'Ema dovranno "prima trasferirsi in locali temporanei nella città, e poi in quello finale", ha aggiunto Rasi. "Questo doppio trasferimento ci costringerà a investire più risorse - continua il direttore dell'Ema - prolungherà la nostra modalità di 'pianificazione della continuità operativà, il che significa che ci vorrà più tempo per tornare alle normali operazioni con le quali svolgiamo importanti attività di salute pubblica".

"Da novembre - ha ricordato Rasi - abbiamo lavorato intensamente con le autorità olandesi per garantire che questa transizione sia il più semplice possibile. Vorrei ringraziarli per la loro disponibilità a impegnarsi. Siamo anche contenti dell'ampio supporto allo staff messo in atto dalla città di Amsterdam. Nelle scorse settimane abbiamo avuto ampie discussioni sulla selezione di un edificio temporaneo. Entrambe le parti hanno convenuto che gli edifici inizialmente proposti non erano pienamente adatti allo scopo e, pertanto, i nostri partner olandesi hanno dovuto trovare un'altra opzione. Ciò ha richiesto più tempo del previsto, ma sono lieto che ora abbiamo trovato una soluzione". 

Gozi: "dichiarazioni importanti, le stiamo valutando"

Una soluzione che però non fa contento il governo italiano. "Ovviamente sono delle dichiarazioni importanti e sono delle dichiarazioni che stiamo valutando anche a Roma", il commento del sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi. "Sull'Ema c'è un processo che è in corso - ha aggiunto Gozi al termine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles - il Parlamento europeo deve prendere una decisione sulla modifica dei regolamenti che riguardano le agenzie. C'è una interrogazione di due parlamentari italiane alla Commissione, Patrizia Toia e Elisabetta Gardini, che solleva delle questioni che io considero rilevanti. Stiamo facendo le nostre valutazioni".

Ancora speranze per Milano? Il Parlamento Ue potrebbe bloccare il trasferimento

Secondo Gozi, se il Parlamento dovesse prendere una decisione diversa da quella del Consiglio, che ha assegnato la sede dell'Agenzia all'Olanda, "si aprirebbe una discussione tra le due istituzioni come sempre capita in queste occasioni. Aspettiamo di vedere quale sarà la presa di posizione del Parlamento europeo che senza dubbio ha un ruolo legislativo evidente, ma anche politico. Se il Parlamento sollevasse delle questioni rilevanti - ha concluso - si aprirebbe una questione politica tra Consiglio e Parlamento". 

Toia: "Parole di Rasi confermano grave incertezza sull'Ema"

E proprio dal Parlamento Ue, la pattuglia italiana promette battaglia. “Le dichiarazioni del direttore dell’Ema Guido Rasi - afferma in una nota la capodelegazione del Pd Patrizia Toia - confermano la grave incertezza della situazione in cui versa l’Agenzia europea del farmaco, cosa che peraltro noi avevamo già segnalato in una nostra interrogazione parlamentare alla Commissione europea. Si confermano quindi delle inadempienze importanti da parte dell’Olanda nell’insediamento di questa agenzia. Noi chiediamo che su questa vicenda si faccia immediatamente piena luce nel Parlamento europeo”.

Anche il relatore del rapporto sul riassegnamento delle Agenzie, Giovanni La Via di AP, ha recentemente espresso forti dubbi sulla scelta di Amsterdam. Per rimettere in gioco la decisione, ci vorrà comunque la maggioranza dei votanti, una soglia che non sarà facile raggiungere. 

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