Il 112 "al contrario": da Bruxelles ok a sistema di allerta per i cittadini in caso di attacchi terroristici o terremoti

Parlamento e Consiglio europei hanno lanciato il nuovo strumento per migliorare la sicurezza. Accordo anche per un tetto alle chiamate internazionali: il costo massimo sarà di 19 centesimi al minuto e 6 centesimi per i messaggi. Si punta anche a sostenere lo sviluppo del 5G entro il 2020

Dopo l'introduzione del numero unico di emergenza per tutta l'Unione, Bruxelles ha dato il via libera all'entrata in vigore del 112 al contrario, un sistema di allerta che serve ad avvertire i cittadini in caso di imminente e grave emergenza, come un attacco terroristico o una catastrofe naturale. L'ok è arrivato al termine dei negoziati tra il Parlamento e il Consiglio, che hanno trovato l'accordo anche su un pacchetto di misure sulle telecomunicazioni, tra cui l'introduzione di un tetto ai costi delle chiamate internazionali.

Il 112 al contrario

Il nuovo sistema di allerta servirà ad attivare una allerta immediata alla popolazione in casi estremi come terremoti, inondazioni o attacchi terroristici. Secondo quanto richiesto dai deputati l'allerta dovrà essere mandata attraverso un sms o un'applicazione dello smartphone e i servizi di geolocalizzazione dovranno essere utilizzati per rendere il servizio più preciso per decidere dove inviare l'allarme.

Stop sovraccosti per le chiamate all'estero

Dopo la fine delle tariffe di roaming l'Unione europea si appresta ad approvare una nuova riforma che renderà telefonare sempre meno caro. Il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un primo accordo su un testo che prevede l'imposizione di tetti massimi di spesa per le chiamate internazionali. Telefonare verso qualsiasi Paese membro, mentre si è nella propria nazione, costerà al massimo 19 centesimi al minuto, mentre il costo massimo di un sms sarà fissato a sei centesimi. "Le telefonate più economiche sono una vittoria per tutti i cittadini dell'Ue. Spero che questo sia il primo passo verso un'Unione europea dove le chiamate nazionali e internazionali avranno lo stesso costo”, ha affermato la relatrice del testo per l'Aula, la liberale Dita Charanzová.

Il 5G

Il pacchetto comprende anche misure per sostenere gli investimenti nel 5G e fare in modo che diventi realtà in tutta Europa entro il 2020. Oltre ad assicurare un internet più veloce per tutti i cittadini questa tecnologia aiuterebbe lo sviluppo di molte altre applicazioni, dai veicoli connessi, alle smart cities e fino all'e-healthcare. Per sostenerla l'accordo prevede di assicurare il rilascio tempestivo dello spettro, con revisione tra pari delle procedure pianificate di assegnazione, facilitazioni per l'intervento dei regolatori, e maggiore prevedibilità per tutti gli operatori del mercato. “Semplificare l'intervento normativo e garantirà una maggiore coerenza e prevedibilità nell'assegnazione dello spettro è fondamentale per l'Europa per rispondere alle sfide poste dallo sviluppo delle comunicazioni 5G”, ha spiegato l'altra relatrice, la popolare spagnola Pilar del Castillo Vera.

La sicurezza degli smartphone

Per assicurare poi maggiore protezione per chi utilizza uno smartphone si chiede che i fornitori di servizi di telecomunicazione utilizzino la crittografia, per prevenire e ridurre al minimo l'impatto degli incidenti di sicurezza. Tra le disposizioni che rafforzano i diritti degli utenti, il provvedimento obbliga i fornitori a informare i consumatori per aiutarli a monitorare meglio l'uso del tempo o dei volumi fatturati, chiede di garantire un accesso equivalente per gli utenti finali con disabilità alle comunicazioni elettroniche, rende più facile per i consumatori confrontare le offerte, cambiare operatore e prevede una compensazione se l'operatore impiega troppo tempo per eseguire l'interruzione del servizio.

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