Traffico, Roma è la città più congestionata d'Europa. Milano al quarto posto

Ogni autista romano trascorre in media 254 ore l'anno sulle strade, secondo un rapporto dell'Agenzia Ue per l'ambiente. Ben 5 italiane tra le top10

Traffico a Roma

Chi vive a Roma trascorre in media 254 ore nel traffico. Dato che colloca la Capitale in testa alla classifica delle città più congestionate dell'Unione europea. Al quinto posto, un'altra italiana, Milano. Che con Firenze (settima) e Napoli (decima) porta a 4 il numero di centri urbani del Belpaese nella top10 del traffico Ue. E' quanto emerge dal "Transport and environment report 2019" dell'Aea, l'Agenzia europea per l'ambiente, che si basa sui dati del 2018. 

Al netto del Regno Unito, inserito nella classifica ma ormai fuori dall'Ue, sarebbero ben 5 le città italiane della top10 (sarebbe Torino con 167 ore all'anno). Nessun altro Paese membro ne annovera cosi' tante. Per Roma, la congestione del traffico è in aumento del 16% rispetto all'anno precedente. A Milano si trascorrono 226 ore in media, anche in questo caso in aumento rispetto al 2017. A Firenze, sono 195 le ore, mentre Napoli fa segnare un leggero miglioramento con 186 ore. In generale, gli italiani sono terzi in Europa (secondi senza il Regno Unito) per quantità di tempo passato imbottigliati nel traffico con oltre 35 ore pro-capite nel 2017, in lieve peggioramento rispetto al 2015.

report aea-2

Guardando al resto delle città Ue, Dublino si piazza al secondo posto, davanti Parigi. Il Belgio è invece il Paese dove in media si passa più tempo nel traffico. Ma al di là del tempo perso negli spostamenti urbani, quello che il report denuncia è il danno all'ambiente e alla salute provocato dal traffico. Le nuove auto non sembrano aver portato quei benefici che ci si aspettava: nel 2018, le emissioni medie di biossido di carbonio (Co2) delle vetture di ultima generazione sono aumentate per il secondo anno consecutivo, raggiungendo 120,4 g di Co2 per chilometro. Le auto a benzina stanno sorpassando le auto a gasolio nelle vendite di nuove autovetture, ma il consumo totale di gasolio continua ad aumentare. Le emissioni medie di Co2 dei nuovi furgoni hanno iniziato a seguire una tendenza al rialzo simile nel 2018. 

A causare questa tendenza è anche il lento progresso dei mezzi elettrici o con carburanti alternativi: la quota di energia rinnovabile utilizzata per i trasporti nell'Ue è passata dal 7,4% nel 2017 all'8,1% nel 2018, ben al di sotto dell'obiettivo del 10% fissato per il 2020. Ma in generale, il consiglio dell'Aea è di rivolgersi a bici o trasporti pubblici. 

Nel rapporto, infatti, l'agenzia Ue per l'ambiente sottolinea che camminare, andare in bicicletta e usare i trasporti pubblici nelle città rimangono opzioni di mobilità più ecologiche rispetto agli scooter elettrici e servizi tipo Uber o Lyft. L'Aea invita le città a potenziare i servizi di trasporto "sul primo e l'ultimo miglio", cioè la parte del tragitto dei pendolari che il più delle volte non è coperta da mezzi pubblici. In questi tratti vanno migliorate le infrastrutture per le biciclette, per esempio. I trasporti, infatti, sono il solo settore dove le emissioni aumentano invece di diminuire, con il 29% in più dal 1990 al 2018. 

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