Strasburgo chiude al glifosato: “Sia bandito dall'Ue entro la fine del 2022”

Il Parlamento ha approvato una risoluzione in cui chiede alla Commissione di non rinnovare la licenza al suo utilizzo che scadrà il prossimo 15 dicembre

Gruppo di cittadini consegna petizione contro Glisofato alla Commissione Ue © European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Jennifer Jacquemart

L'Europa deve avviarsi verso un futuro 'glifosato free'. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede il divieto totale in agricoltura del controverso erbicida entro dicembre 2022 e delle restrizioni immediate nell'uso domestico. Il testo, approvato con 355 voti favorevoli, 204 voti contrari e 111 astensioni, contiene un invito alla Commissione europea a non rinnovare per dieci anni la licenza del controverso erbicida. Domani i rappresentanti degli Stati membri voteranno la proposta dell'esecutivo per il suo rinnovo visto che l'autorizzazione per l'immissione in commercio del glifosato scade il prossimo dal 15 dicembre.

Le reazioni

"Il Parlamento ha finalmente chiarito di non volere più il glifosato e ha proposto un periodo di transizione di cinque anni che consentirà ai coltivatori di adeguarsi”, ha dichiarato l'ex 5 Stelle ora con i Verdi Marco Affronte. “Noi avremmo voluto limitare la transizione al minimo di legge, un anno, ma purtroppo i colleghi socialisti hanno insistito per un prolungamento”, ha denunciato Affronte secondo cui anche se “è vero che un solo giorno in più con il Glifosato è un giorno in più di danni alla salute e all'ambiente, se questo è il compromesso per eliminarlo, vale la pena”.

“C'è una crescente inquietudine per la mancanza di trasparenza nel processo di classificazione Ue (che ha dato il via libera al glifosato, ndr) e molte preoccupazioni per la sicurezza dell'erbicida. Molti accademici sostengono che, a causa della sua elevata genotossicità e della cancerogenicità, dovrebbe essere immediatamente ritirata dal mercato”, ha spiegato la socialista Miriam Dalli secondo cui “è dimostrato che i nostri cittadini sono esposti al glifosato attraverso il cibo, i diserbanti e quando vivono vicino ad aree in cui viene utilizzato”. Il glifosato “e i suoi residui sono stati rilevati in acqua, suolo, cibo e bevande, così come nel corpo umano”, ha denunciato Dalli.

Per Strasburgo l’Unione dovrebbe innanzitutto eliminare la sostanza partendo con un divieto per l’uso domestico e poi arrivare a un divieto per quello agricolo non appena saranno a disposizione alternative biologiche (ad esempio i cosiddetti sistemi di difesa integrata) sufficienti per il controllo delle erbe infestanti. L’obiettivo finale deve essere un divieto totale nell’Ue entro il 15 dicembre 2022, con le necessarie restrizioni intermedie.

La polemica sulle Agenzie Ue

Il processo comunitario di valutazione dei rischi è sotto accusa poiché l'Agenzia per i tumori dell'Onu e le Agenzie dell'Ue per la sicurezza alimentare (Efsa) e per i prodotti chimici (Echa) sono arrivate a conclusioni divergenti per quanto riguarda la sua sicurezza, con la prima che ne rileva la possibile cancerogenicità e le altre che dicono sia innocuo. Una inchiesta denominata Monsato leaks afferma poi che la Monsanto, azienda proprietaria e produttrice del Roundup, di cui il glifosato è la principale sostanza attiva, hanno fatto sorgere dubbi in merito alla credibilità di alcuni studi utilizzati dall’Ue, sostenendo che fossero stati condizionati dalla stessa multinazionale.

La Coldiretti

In Italia è già in vigore il divieto di uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da 'gruppi vulnerabili' quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative” e “vige anche il divieto d’uso in campagna in pre-raccolta al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”, ricorda la Coldiretti in una nota in cui afferma che è “necessario che le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano proveniente dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di preraccolta”

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