Il Parlamento chiede la messa al bando delle microplastiche non riciclabili

Il relatore del testo approvato a Strasburgo: “Usare la plastica in modo sostenibile e responsabile, in modo da poter fermare gli effetti dannosi e preservare il valore della catena di produzione”

Foto Ansa EPA/CLEMENS BILAN

Nell'Ue, la produzione globale annua di plastica ha raggiunto i 322 milioni di tonnellate nel 2015, e si prevede che raddoppierà nei prossimi 20 anni. Purtroppo però solo il 30% dei rifiuti di plastica viene raccolto per il riciclaggio e solo il 6% della plastica immessa sul mercato è costituita da materiali riciclati. La plastica rappresenta l'85% dei rifiuti delle spiagge e oltre l'80% dei rifiuti marini e sono necessari interventi se si vuole fermare la diffusione di questo tipo di inquinamento.

La risoluzione

In una risoluzione approvata con 597 voti favorevoli, 15 contrari e 25 astensioni il Parlamento europeo chiede incentivi per la raccolta dei rifiuti marini in mare, nuove norme a livello europeo in materia di biodegradabilità e compostabilità e un divieto totale entro il 2020 della plastica ossidegradabile, un materiale che non è biodegradabile né compostabile e influisce negativamente sul riciclaggio della plastica convenzionale. "Questa relazione non è un appello contro la plastica, ma un appello per un'economia circolare della plastica, in cui trattiamo la plastica in modo sostenibile e responsabile, in modo da poter fermare gli effetti dannosi e preservare il valore della catena di produzione”, ha dichiarato il relatore Mark Demesmaeker, conservatore belga.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Economia circolare

Un mercato interno per le materie prime secondarie è necessario per garantire la transizione verso un'economia circolare, dicono i deputati europei che chiedono pertanto alla Commissione europea di proporre degli standard sulla qualità per creare fiducia e rafforzare il mercato della plastica secondaria, tenendo conto dei diversi gradi di riciclaggio compatibili con i diversi usi, garantendone al tempo stesso la sicurezza, ad esempio quando la plastica riciclata è utilizzata in contenitori per alimenti. Gli Stati membri, per Strasburgo, dovrebbero considerare la possibilità di ridurre l'Iva sui prodotti contenenti materiali riciclati.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, niente aiuti Ue senza sacrifici: Germania e Olanda dicono no a Italia e Spagna

  • "Ue indaghi sui Paesi che chiedono i coronabond", bufera sul ministro olandese

  • Migranti, Di Maio chiude i porti: "No a sbarchi dalla Libia, c'è il coronavirus"

  • Tanti contagi, pochi morti: il coronavirus in Germania è un mistero

  • "Il Mes ve lo potete tenere", "No ai coronabond": nell'Ue niente intesa sulle misure anti-Covid

  • "Lega blocca gli aiuti Ue all'Italia per farsi pubblicità", l'accusa di Pd e M5s

Torna su
EuropaToday è in caricamento