"I giovani vittime della sindrome di Greta", bufera sull'Alto rappresentante Ue

Polemiche per le parole di Borrell, capo della diplomazia di Bruxelles, secondo cui i ragazzi che protestano contro il cambiamento climatico non sono "consapevoli dei costi di queste misure". Secca replica della Commissione: "Malattia non esiste"

A destra l'alto rappresentante Ue Josep Borrell, a sinistra l'attivista Greta Thunberg

I giovani che manifestano da un anno in tutta Europa contro il cambiamento climatico sono vittime della "sindrome di Greta" e non sono "consapevoli dei costi di queste misure". Sembrano parole pronunciate dal presidente Usa Donald Trump. Ma in realtà a proferirle è stato Josep Borrell, socialista spagnolo e Alto rappresentante Ue, ossia colui che da qualche mese guida gli affari esteri dell'Unione per conto anche di quella Commissione europea che con il Green deal ha fatto della lotta per il clima il punto cardine della sua azione politica ed economica dei prossimi anni. Ecco perché le sue dichiarazioni hanno destato non poche polemiche, cui l'esecutivo Ue ha prontamente risposto 'bacchettandolo'. 

Ma andiamo per ordine. Nel corso di un dibattito, Borrell, politico ruvido e non nuovo a gaffe, ha espresso il suo pensiero sul movimento Friday for future, l'insieme di gruppi giovanili nati in nome della lotta al cambiamento climatico e che vedono nell'attivista svedese Greta Thunberg una fonte d'ispirazione. "Sull'idea che i giovani siano seriamente impegnati per fermare il cambiamento climatico - ha detto Borrell - cosa che potremmo chiamarla 'sindrome Greta', permettetemi di avere dei dubbi". E poi con ancora più chiarezza: "Va bene protestare contro il cambiamento climatico, fino a quando non ti viene chiesto di pagare per questo. Mi chiedo se i giovani manifestanti nelle strade di Berlino per chiedere misure contro il cambiamento climatico siano consapevoli dei costi di queste misure e se vogliano ridurre i loro standard di vita per compensare i minatori polacchi, perché se siamo seriamente contro il cambiamento climatico perderanno il posto di lavoro e li dovremo compensare", ha aggiunto Borrell.

Il video delle dichiarazioni di Borrell è diventato subito virale. Qualcuno ha ricordato come il politico socialista abbia lavorato per anni nella Compagnia spagnola del petrolio (l'Eni iberica) e soprattutto le recenti polemiche sul suo ruolo nel consiglio di amministrazione di una multinazionale dell'energia. Legami che hanno messo a rischio la sua candidatura, poi confermata, ad Alto rappresentante Ue. Ma al di là del background di Borrell, le sue parole hanno toccato uno dei punti più delicati del Green deal, ossia i rischi per i Paesi e le regioni europei che ancora oggi dipendono fortemente dalle fonti fossili, come per l'appunto la Polonia. 

La Commissione europea ha risposto a questi rischi lanciando il Just Transition Mechanism, ma le risorse trovate da Bruxelles per accompagnare la transizione ecologica e la decarbonizzazioni sono considerate da più parti insufficienti. Anche per questo, l'esecutivo Ue non pare aver gradito l'uscita di Borrell e attraverso un portavoce ha seccamente replicato all'Alto rappresentante:  "Non credo che la 'sindrome Greta' sia stata definita come una condizione meritevole di cure mediche", ha detto il portavoce capo della Commissione europea Eric Mamer.  "Il collegio dei commissari (di cui Borrell fa parte, ndr) supporta, nella sua interezza, il Green deal europeo, che riconosce e sostiene le aspirazioni dei giovani, e dei meno giovani, a combattere il cambiamento climatico", ha aggiunto Mamer. "Ricordo - ha continua toil portavoce capo - che la Commissione ha proposto misure concrete", come la legge sul clima e il Just Transition Mechanism, "per assicurare che queste aspirazioni diventino realtà. Vogliamo farlo senza lasciare nessuno indietro", ha concluso. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Borrell, che è ingegnere aeronautico e ha un dottorato in Economia (nonché un master in Matematica applicata), è noto per essere un uomo senza peli sulla lingua. Quando il presidente Usa Donald Trump suggerì di costruire un muro nel Sahara per fermare i migranti, replicò: "Per caso ha idea di quanto è grande il Sahara?".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • "Ue indaghi sui Paesi che chiedono i coronabond", bufera sul ministro olandese

  • "L'Olanda ha 90 miliardi da parte per la crisi, l'Italia debiti che vuole coprire con i coronabond"

  • Migranti, Ue e Italia trovano accordo: "Se li salviamo, li portiamo in Grecia"

  • #JeSuisItalie, stampa belga appoggia l’Italia: “10mila morti non sono abbastanza?”

  • Lo strano fronte anti-Coronabond: dagli alleati di Berlusconi a quelli di Salvini, Pd e M5s

  • Il Regno Unito rifiuta i respiratori dell'Ue: "Non è stato un errore di comunicazione"

Torna su
EuropaToday è in caricamento