Scoppia impianto gas in Austria e l'Italia va in emergenza, M5s attacca Calenda: "Altro che Tap, si punti su rinnovabili"

Incidente alla stazione di compressione interrompe i rifornimenti dalla Russia. Il ministro per lo Sviluppo economico pronto a dichiarare lo stato d'emergenza. L'eurodeputata 5Stelle D'Amato: "Basterebbe questo a porre un freno a tutti i propositi di nuovi gasdotti a cui sta lavorando il governo"

L'impianto di Baumgarten dove è avvenuta l'esplosione / EPA/CHRISTIAN BRUNA

“L'incidente all'impianto di gas in Austria mette a nudo tutte le debolezze della strategia energetica dell'Italia. I gasdotti non solo favoriscono l'inquinamento, ma sono anche insicuri e rischiosi. Il governo, anziché portare avanti progetti dannosi e inutili come il Tap o l'EastMed, punti tutto sul potenziamento delle fonti rinnovabili. La stagione dei fossili deve chiudersi una volta per tutte”. Lo dice l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato, commentando lo scoppio avvenuto alla stazione di compressione gas di Baumgarten an der March, in Austria.

“E' bastato un incidente in un punto del gasdotto che dalla Russia porta il gas all'Italia per far cadere il nostro Paese in uno stato di emergenza – continua D'Amato – Basterebbe questo a porre un freno a tutti i propositi di nuovi gasdotti a cui sta lavorando il governo, a partire dal Tap. Non è diversificando le fonti di approviggionamento di gas, come sta speculando in queste ore il ministro Calenda, che risolveremo i nostri problemi energetici. Se vogliamo rispettare i nostri impegni presi a Parigi per la lotta al cambiamento climatico e se vogliamo garantire energia pulita e sicura al nostro sistema Paese, occorre puntare sulle rinnovabili”.

“A Calenda – prosegue l'eurodeputata 5Stelle – segnalo poi che l'impianto in cui è avvenuto l'incidente è gestito dall'italiana Snam, la stessa che si sta occupando di portare il Tap in Puglia. Una coincidenza non certo rassicurante e che smentisce tutti coloro che sostengono che il gasdotto sia sicuro. Non lo è, lo hanno segnalato anche Umberto Ghezzi del Politecnico di Milano, che ha paventato 'rischi estremamente rilevanti' come 'esplosioni e incendi', e la Regione Puglia”.

“Anche per queste ragioni ho scritto al commissario Ue all'Ambiente Canete denunciando i rischi connessi al Tap e le probabili violazioni delle norme Ue in tema di valutazione di impatto ambientale – conclude – Cosi' come ho denunciato, a seguito di segnalazioni di diverse ong europee, le pressioni del governo italiano volte ad annacquare il Pacchetto Energia Pulita, per evitare paletti, guarda caso, ai rifornimenti di gas. Il fossile va fermato. Ora. La battaglia M5S in Europa non si ferma”.

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