"No al piombio nei tubi dell'acqua e nelle bottiglie", stretta dell'Eurocamera sul Pvc riciclato

La commissione Ambiente del Parlamento europeo ha bocciato la proposta dell'Esecutivo Ue che concederebbe ai produttori di commercializzare il cloruro di polivinile con concentrazioni fino al 2%

No al piombo ne Pvc riciclato, il cloruro di polivinile usato per produrre diversi materiali di uso comune, dai tubi per la rete idrica a bottiglie e contenitori di plastica. E' questa la posizione del Parlamento europeo, che oggi in commissione Ambiente ha respinto la proposta della Commissione Ue in base alla quale i prodotti in Pvc potrebbero mantenere fino al 2% di piombo per i prossimi 15 anni.

Per l'Eurocamera, che dovrà confermare il voto nella prossima seduta plenaria di Strasburgo, lo stop all'Esecutivo Ue è un modo "per proteggere la salute umana e l'ambiente" perché "il piombo è una sostanza tossica che può danneggiare gravemente la salute, compresi danni neurologici irreversibili, anche a basse dosi". La Commissione, pur prevedendo una progressiva messa a bando del piombo, aveva proposto di concedere due deroghe: "una consentirebbe una concentrazione di piombo fino al 2% in peso di Pvc rigido, e l'altra 1% in peso di Pvc flessibile/morbido", si legge in una nota del Parlamento.  

Queste due deroghe, secondo i deputati, contrastano con gli obiettivi del regolamento 'Reach', che riguarda tra le altre cose proprio il Pvc. "Il regolamento della Commissione - si legge ancora nella nota - propone di limitare l'uso e la presenza di piombo e dei suoi composti negli articoli prodotti a partire dal cloruro di polivinile (Pvc), una plastica sintetica ampiamente prodotta, fissando un limite massimo di concentrazione di piombo dello 0,1 % in peso del materiale Pvc". Limite che verrebbe innalzato dalla deroghe.

Il piombo nel Pvc è stato gradualmente eliminato nell'Ue dal 2015 grazie all'impegno volontario dell'industria europea, ma continua ad entrare nell'Unione attraverso prodotti importati. Inoltre, il Pvc viene accusato di provocare indirettamente il cancro a causa della presenza di cloruro di vinile nei prodotti che lo utilizzano. Secondo un rapporto dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro del 2012, il cloruro di vinile aumenta le probabilità di andare incontro a cirrosi epatica, una trasformazione del tessuto del fegato che può predisporre allo sviluppo di un tumore. 

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