Putin contro lo stop Ue ai finanziamenti fossili: "Cosi si ritorna a vivere nelle caverne"

Dopo la decisione della Bei, il presidente russo avverte Bruxelles. E attacca l'estrazione di gas di scisto da parte degli Stati Uniti: "Distrugge l'ambiente, è una barbarie"

"Penso che in questo modo l'umanità potrebbe tornare di nuovo all'era delle caverne". Non piace per nulla al presidente della Russia, Vladimir Putin, la storica decisione della Bei, la Banca europea per gli investimenti, di eliminare, a partire dal 2022, il finanziamento di nuovi progetti infrastrutturali che utilizzino fonti di energia fossile. 

Del resto, non potrebbe essere altrimenti per un'economia, come quella russa, che dipende fortemente dalla produzione e dall'export di petrolio e gas verso, ma non solo, l'Unione europea. Nel 2018, per esempio, il 40,5% del gas naturale importato dagli Stati membri da Paesi extra-Ue proveniva dalle immense riserve di Mosca. Mentre il petrolio russo rappresentava il 27,3% della quota di riformimenti esteri. Nessun altro Paese pesa tanto nel conto energetico dell'Unione, tanto che una delle raccomandazioni più in voga degli ultimi anni da parte della Commissione europea è proprio quella di ridurre la dipendenza degli Stati, Italia e Germania in testa, dalle fonti fossili di Mosca.

L'Italia, attraverso i nuovi gasdotti Tap e Poseidon che partono da giacimenti in Azerbaigian e nel Mediterraneo, sta cercando di diversificare le sue fonti di approvvigionamento. Diverso il discorso con la Germania, divisa al suo interno sull'opportunità di aumentare la sua quota di gas russo con il raddoppio del Nord Stream. A completare il quadro, la decisione della Bei, che ha comunque 'salvato' i progetti fossili in corso (compresi quelli di comune interesse con Mosca).   

La situazione, insomma, non è che sia poi cosi' catastrofica per le prospettive della Russia. Ma è chiaro che l'indirizzo dell'Ue sui fossili rischia di avere pesanti ripercussioni per Mosca nel lungo termine. Da qui le dichiarazioni di Putin: "Disdegnare un idrocarburo pulito come il gas è assolutamente strano - ha detto nel corso di un forum sugli investimenti nella capitale russa - Quando le persone suggeriscono idee del genere, penso che l'umanità potrebbe tornare di nuovo nelle caverne perché, vista la tecnologia oggi disponibile, senza idrocarburi grezzi, senza energia nucleare, senza energia idroelettrica, l'umanità non può semplicemente sopravvivere, non può preservare la sua civiltà", ha aggiunto.

Il gas è una fonte 'verde', insomma, secondo Putin (e non solo lui). "Abbiamo un bilancio energetico che è uno dei più verdi al mondo", si vanta il presidente russo. Il problema per l'ambiente, semmai, riguarda il gas di scisto su cui stanno investendo con forza gli Stati Uniti e che Donald Trump sta spingendo sempre più proprio verso l'Europa: "L'estrazione del gas di scisto attraverso il fracking è senza alcuna esagerazione una barbarie", ha detto Putin. Le tecniche di estrazione "distruggono l'ambiente", ha spiegato, e "in alcuni punti in cui viene estratto l'olio di scisto, le persone non hanno acqua che esce dai rubinetti, ma fanghiglia nera. Nonostante tutti i possibili vantaggi economici, non abbiamo bisogno di tale estrazione, non lo faremo mai", ha concluso Putin.

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