"Basta rifiuti dall'Italia", il Portogallo annuncia una stretta sull'import

Proteste nel Paese dopo la rivelazione che almeno 330mila tonnellate di sostanze pericolose proventienti da altre parti dell'Ue, tra cui la Campania, sono state smaltite nelle discariche private. Qui la spazzatura costa otto volte meno della media europea

C'è un pezzo d'Italia, in particolare la Campania, nello scandalo sulla gestione dei rifiuti che il governo di Lisbona sta affrontando in questi giorni. Secondo quanto rivelato dall'agenzia Reuters, infatti, il Portogallo è diventato una meta trafficata della spazzatura in eccesso proveniente da altre parti dell'Ue: solo nel 2018, sarebbero state smaltite nelle discariche portoghesi ben 330mila tonnellate di rifiuti pericolosi, la stragrande maggioranza delle quali spedite proprio dal Belpaese. Dati che hanno rafforzato le proteste dei comitati civici, in particolare della zona di Sobrado, nel nord del Portogallo, dove i cittadini denunciano rischi per la salute legati alla vicina discarica.

Il governo, sotto la spinta delle proteste, ha rassicurato sugli standard delle discariche, ma ha anche promesso una stretta sulle importazioni. Non sarà facile, dal momento che per Lisbona quello dei rifiuti è diventato un business importante. La direttiva Ue in materia impone a tutti gli Stati membri di ridurre le discariche entro il 2035 fino a un massimo del 10% dei rifiuti totali prodotti da un Comune. E Paesi come l'Italia devono fare i conti con i ritardi accumulati nel tempo e con situazioni, come quella della Campania, per cui è già stata condannata dalla Corte Ue con tanto di sanzioni pecuniarie. 

Gli ambientalisti portoghesi puntano il dito proprio sui rifuti campani. "In Campania la criminalità organizzata ha scaricato e bruciato illegalmente rifiuti tossici per decenni", scrive Reuters. Nella sola discarica privata di Sobrado, ben 15mila tonnellate di rifiuti speciali arrivate nel 2018 provenivano dalla regione del Sud Italia. Ma l'ammontare potrebbe essere più elevato, dal momento che nel Paese ci sono altre 10 discariche private autorizzate ad accogliere la spazzatura 'straniera'. 

Ad aumentare le proteste, poi, è arrivata l'ammissione da parte del governo di Lisbona che alcuni di questi siti hanno smaltito rifiuti sui quali non c'era stata un'autorizzazione statale. Il che fa pensare a un mercato nero parallelo. Insieme all'Italia, ci sono altri Paesi Ue, come Grecia, Irlanda e Malta, che hanno scelto il Portogallo come meta preferita per i loro rifiuti. Del resto, qui il costo per ogni tonnellata smaltita si aggira intorno ai 10 euro, contro una media europea di 80 euro. 

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