“Sei in macchina? Qui non entri”. Il caso della città 'senza auto' tornata a crescere 

Succede a Pontevedra, comune galiziano di 80mila abitanti. Dove l'inquinamento è crollato del 70%, mentre cresce la popolazione di oltre il 10%. E i bambini giocano per le strade silenziose

Mezza città, dal centro storico alla vecchia periferia, completamente "car-free". E negli altri quartieri, limite fissato a 30 km orari. Cosi' l’amministrazione di Pontevedra, comune galiziano di 80mila abitanti, ha attuato a partire dal 1999 una delle maggiori opere di pedonalizzazione urbana in Europa, con l'obiettivo di far fronte al traffico continuo che paralizzava il centro storico. Da allora, il sindaco è stato rieletto tre volte, il piccolo commercio cittadino si è ripreso e il numero di abitanti è cresciuto. Il successo del progetto ambizioso e ambientalista ora fa scuola nel resto del Vecchio Continente. 

Riappropriarsi dello spazio pubblico

Prima di guadagnarsi il primo mandato, il sindaco Miguel Anxo Fernández Lores era rimasto per dodici anni all’opposizione. Il suo programma politico è semplice, ma trova poco spazio per i compromessi: possedere un’auto non ti da diritto ad occupare uno spazio pubblico. Nel mese successivo alla vittoria elettorale del ‘99, Lores ha pedonalizzato 300mila metri quadrati nel centro storico. 

Niente più vittime della strada 

L’area medievale era il problema principale di Pontevedra, come spiega il primo cittadino al quotidiano inglese The Guardian: “Circolava molta droga, era pieno di macchine ed era una zona emarginata”. Anche il resto della città era “in declino, inquinata, e gli incidenti stradali erano frequenti”. Nelle vie più pericolose persero la vita 30 persone nel decennio 1996-2006. Il numero di vittime è dapprima calato, per poi azzerarsi completamente dal 2009 ad oggi. 

Piccolo commercio

Anche l’economia locale dei negozietti in centro è risorta grazie alla politica “zero auto”, che ammette ancora il passaggio dei veicoli solo nelle zone periferiche e con un limite di velocità fissato a 30 km/h. Mentre altre città della Galizia perdono residenti, oltre 12mila persone si sono trasferite a Pontevedra negli ultimi anni, attratte anche dalla qualità dell’aria migliorata sensibilmente. Le emissioni di Co2 sono infatti diminuite del 70%, e la gran parte degli spostamenti che avvenivano in auto ora si fanno in bici o a piedi.

A dimensione umana

A rendere praticabile la politica contro le macchine sono anche le dimensioni modeste del centro abitato. Come nota l’architetto e residente di Pontevedra Rogelio Carballo Soler, “si può attraversare l’intera città in 25 minuti. Ci sono alcune cose che si possono criticare, ma non c’è alcun motivo per sbarazzarsi di questo modello (di mobilità ndr)”. 

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Commenti (2)

  • Redazione, però... avreste potuto inserire un'immagine più dettagliata! Quello che nell'immagine NON si vede è che la zona pedonale è un retttangolo di 500 per 700 metri, intorno al quale di sono ben QUATTORDICI parcheggi. E TUTTI i serviizi essenziali sono al di fuori non solo dell'area pedonale, ma anche dell'intero centro. Le dimensioni sono quelle di una fiera, di una grande area espositiva... come si fa a rapportare questo ad una città "vera"?

  • Complimenti Mi trovo da qualche anno in un borgo marchigiano di 13 mila abitanti dove girano con le auto tentando anche di parcheggiare davanti ai negozi pur avendo parcheggi a disposizione. Guidano come cani perché abbaiano come cani, nessuno li controlla, hanno inserito attività industriali in zone residenziali dove circolano tir di ogni tipo e auto in continuazione. Per loro la politicaambientale, urbanistica è sempre stato un aspettosuperfluoed anche chiabita da sempre in paesenon denuncia mainiente. Sono sempre arrabbiati e depressi infatti basta osservali mentre girano confusamente per il paese dove vanno contromano, mettono freccia a dx per girare a sx, non fanno gli stop, non attraversano sopra le strisce pedonali ecc. Non conoscono il codice della strada puravendo la patente di guida soprattutto la vecchia generazione, il paese sichiama san severino marche.

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