No Pfas, la delusione delle mamme venete: il Parlamento Ue non abbassa i limiti

Strasburgo mantiene i livelli ammissibili nell'acqua potabile contestati dagli attivisti italiani, che ne chiedevano l'azzeramento. Il testo lascia comunque autonomia agli Stati membri  

Il testo approvato dagli eurodeputati in seduta plenaria ha scontentato chi sperava nell’abbassamento - se non nell’azzeramento totale - dei livelli tollerati di sostanze Pfas nelle acque potabili. L’Eurocamera ha infatti deciso di mantenere i limiti previsti dalla proposta della Commissione europea, giudicati troppo permissivi dagli attivisti del Veneto, che hanno viaggiato fino a Strasburgo per chiedere la concentrazione zero nell’acqua del rubinetto. 

“Questa purtroppo è un’enorme sconfitta perché tutti gli emendamenti che proponevano limiti, inferiori o pari a zero, sono stati bocciati”, ha commentato a caldo, Cristina Guarda, consigliere regionale del Veneto al termine della due giorni che ha visto lei e le Mamme No Pfas in prima linea contro le sostanze perfluoroalchiliche utilizzate nei processi industriali e potenzialmente rischiose per la salute dei cittadini. Guarda punta il dito contro la linea del Partito popolare europeo responsabile di aver “proposto un emendamento che cambia negativamente il testo iniziale” e di aver quindi riaperto la strada alla bozza della Commissione Ue.

Ma dal Movimento No Pfas ci sono anche delle note positive: "E' stata però accolta la proposta", presentata dal gruppo della Sinistra europea, "di aggiornare regolarmente l'analisi del rischio man mano che vengono scoperte nuove sostanze contaminanti nell'acqua. Altra nota positiva:gli Stati membri dovranno garantire l'accesso all'acqua come diritto universale". 

“Sono stati fatti passi indietro sui Pfas, sostanze tossiche persistenti la cui presenza viene tollerata nell’acqua del rubinetto e non vietata del tutto come noi auspicavamo”, ha dichiarato Eleonora Evi, esponente del Movimento 5 Stelle. “Con questo testo l’accesso all’acqua non è garantito a tutti”, prosegue la Evi, “non c’è alcun divieto di interruzione della fornitura per le famiglie disagiate che non riescono ad arrivare alla fine del mese e non c’è il quantitativo minimo vitale come raccomandato dall’Organizzazione mondiale della Sanità”. 

La Lega si associa alle accuse al Ppe ma tira in ballo anche il Pd: “L’Europa delle lobby, con la complicità dei gruppi politici afferenti ai Popolari e ai Socialisti, ha votato ‘no’ al nostro emendamento Pfas zero per la tutela dell’acqua e della salute pubblica” attacca il Carroccio. “Fortunatamente la nuova Direttiva Ue acque potabili lascia ad ogni Paese la possibilità di fissare limiti Pfas più bassi di quelli europei”, dice la Lega, che promette battaglia in sede di negoziazione finale tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue, dove l’Italia è rappresentata dall’Esecutivo guidato da Conte. 
 

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