“Pesticidi e agricoltura intensiva mettono a rischio il diritto al cibo”, lo rivela uno studio dei Verdi

Il Gruppo sta spingendo in Parlamento europeo per ottenere un bando totale del glifosato, usato spesso in questo tipo di coltivazioni. Affronte: “I metodi alternativi assicurano ottimi risultati”

Fonte: Ue/AP

L'agricoltura intensiva, basata sull'uso di pesticidi come il glifosato, non è solo dannosa per l'ambiente e la salute, ma anche in contrasto con il diritto al cibo. Lo afferma uno studio, commissionato del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, che sostiene che l'agricoltura intensiva non ha affatto contribuito a ridurre la fame nel mondo ma al contrario ha aumentato ulteriormente lo spreco di cibo, soprattutto nei Paesi industrializzati.

"Esistono tecniche per un'agricoltura senza pesticidi e molti agricoltori stanno già utilizzando metodi alternativi con ottimi risultati”, ha affermato l'ex 5 Stelle, ora nel gruppo ecologista, Marco Affronte. Il deputato sottolinea che “questo studio dimostra che un modello agricolo sostenibile è vantaggioso per gli agricoltori, per l'ambiente e per i cittadini”, e spiega che “dopo aver detto no alla proposta della Commissione sulle sostanze che alterano il sistema endocrino, i membri della commissione Ambiente dovrebbero adottare la risoluzione da noi proposta per dire addio al glifosato entro un periodo massimo di 3 anni”, un periodo transitorio per permettere al settore di “riorganizzare la produzione”.

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La risoluzione che propone l'abbandono del glifosato, irreversibilmente, dal 2020 sarà votata nella commissione parlamentare domani 19 ottobre e in Plenaria il 24 ottobre. Se approvata in Aula a Strasburgo sarà un segnale politico importantissimo visto che il giorno dopo gli esperti nominati dagli Stati Membri dovranno votare per il rinnovo, o meno, dell'autorizzazione al Glifosato che scade il 15 dicembre 2017, votazione in cui è probabile che non si raggiunga una maggioranza qualificata.

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