Pesca elettrica, scontro in mare tra PD e 5 Stelle. Strasburgo al voto sul nuovo regolamento europeo

Approda oggi al Parlamento Ue la riforma delle regole per il settore ittico. Battaglia annunciata sulla pesca a impulsi elettrici, un sistema innovativo che verrà "limitato al Mare del Nord", dice il PD. Una "pratica barbara", ribattono i grillini

Peschereccio nel Mare del Nord. © European Communities , 2002 / Source: EC - Audiovisual Service

Verdi, Sinistra unitaria e grillini hanno provato fino all'ultima a rimandare il voto sul nuovo regolamento europeo sulla pesca, ma non ce l'hanno fatta: si vota oggi, come previsto, su pesca elettrica e su altri 30 atti legislativi che intendono gettare le linee guida per le flotte europee per i prossimi anni. E anche in alto mare scoppia lo scontro PD-5 Stelle.

Briano, PD, "un regolamento atteso 10 anni dai pescatori"

"E' un regolamento atteso da oltre dieci anni dai pescatori, che chiedono semplificazione e regionalizzazione delle scelte", difende il dossier l'eurodeputata PD Renata Briano, "ad oggi le misure tecniche, che sono le norme che stabiliscono come e dove i pescatori possano pescare, sono contenute in oltre 30 diversi regolamenti e atti dell’Unione. Il peso di questa complessità, per non dire confusione, grava su chi è soggetto a quelle regole: i pescatori.”

Un regolamento amplio che però, nelle cronache degli ultimi giorni, si è concentrato sulla pesca a impulsi elettrici, una tecnica discussa, criticata dalle ONG ed utilizzata da alcuni pescherecci olandesi. Su questo punto si gioca 

Pesca elettrica solo nel Mare del Nord

"Il compromesso trovato in Commissione Pesca" del Parlamento Ue, chiarisce Briano, "riguarda tutti gli attrezzi innovativi e prevede un periodo di sperimentazione di almeno quattro anni. Durante questo periodo il Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP) valuterà quali attrezzi siano sostenibili a livello ambientale", tra questi anche quella elettrica.

In plenaria, ha annunciato l'esponente PD, il suo partito voterà per "mantenere lo status quo, con tutte le attuali limitazioni". "Ciò significa", chiarisce Briano, "che la pesca a impulsi elettrici possa essere praticata solo nel Mare del Nord, coinvolgendo al massimo il 5% della flotta. Il Mediterraneo e gli altri mari non verranno toccati”. La pesca a impulsi elettrici coinvolge attualmente 87 delle circa 85 mila imbarcazioni europee, ossia lo 0,1% del totala.

D'Amato, 5 Stelle, "pratica barbara, daremo battaglia"

Di ben altro avviso Rosa D'Amato dei 5 Stelle. “Il Parlamento europeo voterà per autorizzare il rinnovo della deroga sulla pesca elettrica, una pratica barbara che distrugge l’ecosistema marino. Daremo battaglia. Si tratta di un tipo di pesca che comporta gravi conseguenze sia per i fondali marini sia per la piccola pesca. Questa pratica va vietata!”, dichiara D’Amato in una nota.

“Come denunciato da alcune ONG - insiste l'esponente pentastellata - al passaggio delle reti a strascico elettriche i fondali marini sono brutalizzati e a rischio desertificazione. Non resta più nulla. Eppure, nonostante questo, ci sono molti pescherecci che la utilizzano, soprattutto in Olanda. La pesca elettrica è vietata in Europa dal 1998, eppure le lobby della pesca industriale sono riuscite nel 2007 a far approvare una deroga che autorizza alcune licenze. Questa deroga va stracciata. I gruppi politici al Parlamento europeo - Pd e Forza Italia in primis - si devono mettere una mano sulla coscienza e bocciare questa deroga disastrosa per l’ambiente e la nostra pesca”.

Affronte, ex M5S, "tutto il regolamento è invotabile"

Ancora più duro l'ex compagno di partito, passato a inizio anno ai Verdi, Marco Affronte, che non vede criticità solo nella pesca elettrica ma nell'interno pacchetto regolamentare.  “Purtroppo oggi questo dossier è invotabile. La pesca elettrica, di cui tanto s'è parlato, non è nemmeno il punto più deteriore. C'è di peggio: in primis l'assenza di obiettivi quantitativi comuni a tutta l'Europa per la percentuale delle catture sottotaglia delle varie specie". "Pessima anche la reintroduzione”, continua Affronte, “di metodi ormai screditati per stabilire quali strumenti di pesca siano leciti o illeciti", come appunto la pesca elettrica. "Ora - conclude Affronte - speriamo che l'aula, normalmente più ambientalista e progressista della Commissione Pesca voti gli emendamenti giusti per mettere una pezza, anzi molte pezze, a questo lavoro sin qui disastroso.”

Gli emendamenti sono centinaia, il voto si preannuncia elettrico

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