Gli investimenti verdi fuori dal Patto di stabilità, l'Ue verso ok a richiesta Italia

Secondo Politico, la Commissione europea è pronta a riformare le regole sui bilanci concedendo maggiore flessibilità alle spese dei governi in linea con il Green deal e la lotta ai cambiamenti climatici

Gli investimenti "verdi" degli Stati membri dell'Ue potrebbero venire esclusi, almeno in parte, dal Patto di stabilità. E' quanto prevede una bozza di riforma delle regole di bilancio in mano alla Commissione europea e anticipata da Politico. Se fosse confermata, Bruxelles accoglierebbe le richieste, tra gli altri, dell'Italia, che per prima aveva avanzato la proposta.

Secondo il documento, i governi dell'Ue potrebbero ottenere una "clausola di flessibilità" per gli investimenti legati al Green deal, il grande piano annunciato dalla Commissione e che sarà al centro del prossimo settennato Ue. La ragione, spiega il testo, è che il Patto di stabilità e crescita è diventato troppo complicato e deve essere aggiornato per "aiutare ad affrontare le sfide economiche di oggi e di domani". Tra cui, per l'appunto, la lotta ai cambiamenti climatici.

"Il quadro fiscale potrebbe fornire flessibilità agli investimenti pubblici necessari per soddisfare l'ambizione più ampia di una trasformazione verde e digitale dell'Europa in linea con l'obiettivo del Green deal europeo", afferma chiaramente il documento. La discussione includerà "clausole di flessibilità" per consentire maggiori spese senza timore di sanzioni per l'abbattimento del limite di deficit del 3%, scrive Politico. Inoltre, Bruxelles potrebbe includere i rischi del cambiamento climatico nelle analisi di sostenibilità del debito e nelle previsioni economiche dei Paesi.

A occuparsi del documento è il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, che dovrebbe svelare i piani il 5 febbraio. Gentiloni ha finora pubblicamente sostenuto la necessità di svincolare gli investimenti verdi dai limiti del Patto, anche quando la presidente dell'esecutivo Ue, Ursula von der Leyen, ha avanzato dubbi circa il rischio di un "green-washing", ossia l'uso della clausola di flessibilità per far passare investimenti dei governi che verdi non sono. 

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