Parlamento Ue: bandire il glifosato dal 2020

Gli eurodeputati chiedono che il pesticida venga immediatamente vietato nell'uso domestico e fatto gradualmente sparire anche da quello agricolo

Manifestazione anti-glifosato. Bruxelles. EPA/STEPHANIE LECOCQ

Il glifosato deve sparire dalle coltivazioni europee. Il Parlamento Ue chiede che l'erbicida sia immediatamente bandito dall'uso privato, e che sia gradualmente eliminato in agricoltura con l'obiettivo di interdirne la vendita entro la fine del 2020. Mentre gli Stati membri si apprestano a rinnovare la licenza al suo utilizzo per altri dieci anni, in vista della scadenza prevista per il prossimo 15 dicembre, la commissione Ambiente dell'eurocamera ha approvato, con 39 voti a favore, nove contrari e dieci astensioni, una risoluzione che chiede invece un completo cambio di rotta in materia. Il testo, che non è vincolante ma che manda comunque un forte segnale politico, sarà portato in plenaria a Strasburgo la settimana prossima, il 24 ottobre.

"Il Parlamento sembra aver finalmente capito che dietro al Glifosato ci sono migliaia di persone che hanno sofferto danni irreparabili, e che è nostro dovere cercare di proteggere la salute di tutti gli europei”, ha dichiarato Marco Affronte, ex 5 Stelle e ora nel gruppo dei Verdi, secondo cui “non possiamo lasciare che rivincano le multinazionali della chimica che speculano sulla vita delle persone”.

Battaglia sulla analisi di tossicità

Il processo di valutazione dei rischi dell'Ue per rinnovare la licenza alla sostanza è stato oggetto di forti controversie perché mentre l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) lo ha classificato come "probabilmente cancerogeno per gli esseri umani", l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) hanno concluso che il glifosato, al di sotto di determinate soglie, non sia pericoloso per la salute. Inoltre, l'inchiesta giornalistica dei "Monsanto Papers" ha sollevato il dubbio che la multinazionale nordamericana, proprietaria e produttrice del pesticida Roundup, di cui il glifosato è la principale sostanza attiva, abbia condizionato gli studi sulla non nocività del prodotto.

“Abbiamo bisogno di relazioni scientifiche imparziali e indipendenti dalle nostre agenzie europee per aiutarci a prendere decisioni politiche basate su prove oggettive e conclusioni senza alcuna sfumatura di dubbio sulla loro veridicità. Lo scandalo Monsanto Papers mette in dubbio le conclusioni che hanno raggiunto le agenzie Ue danneggiando la loro credibilità”, ha dichiarato la socialista Miriam Dalli .

"Esporre i cittadini, gli animali e l'ambiente al veleno della Monsanto per altri dieci anni sarebbe un atto irresponsabile da parte della Commissione europea”, ha aggiunto Anja Hazekamp della Sinistra unitaria, Gue. Il gabinetto Juncker "ignora gli scienziati indipendenti, le rivelazioni nei Monsanto Papers e l'Iniziativa dei cittadini europei Stop Glyphosate, che ha raccolto più di 1 milione di firme”, per chiedere il bando dl pesticida.

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