Riscaldamento globale, l’Onu avverte: “Si va verso l’apartheid climatico”

Ci saranno 120 milioni di nuovi poveri entro il 2030. La previsione arriva da un funzionario delle Nazioni Unite, che bolla come “palesemente inadeguate” le contromisure prese finora

La manifestazione a Roma per l'azione dul clima con la giovane Greta - foto Ansa Claudio Peri

“Apartheid climatico” è l’espressione scelta da Philip Alston, relatore speciale dell'Onu sull'estrema povertà, per descrivere la differenza tra la parte ricca del pianeta che è al sicuro rispetto a riscaldamento climatico, fame e conflitti, mentre “il resto del mondo è lasciato a soffrire”. L’esperto delle Nazioni Unite mette in guardia su un aspetto spesso trascurato dell’emergenza climatica: quello della disuguaglianza sociale, destinata ad aumentare assieme alle temperature. “Anche se verranno raggiunti gli attuali obiettivi - sottolinea Alston - decine di milioni di persone saranno più povere, portando a un diffuso sfollamento e alla fame”.

Il rapporto

Il funzionario ha presentato un rapporto al Consiglio dei diritti umani dell’Onu, nel quale ha criticato le misure adottate dagli organismi delle Nazioni Unite in quanto “palesemente inadeguate” per salvare la Terra dal "disastro imminente”. "Il cambiamento climatico - prosegue - minaccia di annullare gli ultimi 50 anni di progressi nello sviluppo, nella salute globale e nella riduzione della povertà”. Alston ritiene che la crisi ambientale "potrebbe portare a oltre 120 milioni di indigenti in più entro il 2030 e avere l'impatto più grave nei Paesi più poveri”. Il rapporto denuncia inoltre che le nazioni in via di sviluppo si faranno carico di almeno il 75% dei costi causati dal cambiamento climatico, nonostante il fatto che la metà più povera della popolazione mondiale generi solo il 10% delle emissioni di CO2 a livello globale.

"Serve un Summit Ue sul clima"

Per Wendel Trio, direttore dell’organizzazione Climate Action Network Europa, questo rapporto “sottolinea ancora una volta gli effetti devastanti e inaccettabili dei cambiamenti climatici sulla vita delle persone, sui mezzi di sussistenza e sui diritti umani”. “È inaccettabile - prosegue Trio - che l'Ue stia organizzando un vertice straordinario il 30 giugno per discutere di 4 posti di lavoro, ma non riesca ancora ad affrontare la crisi climatica per la quale milioni di persone rischiano di perdere la vita, il lavoro, le case e i mezzi di sostentamento”.  L'entità della crisi climatica, secondo il direttore di Can Europa, “richiede un vertice europeo di emergenza sul clima per aumentare drasticamente gli obiettivi per il 2030 e raggiungere le zero emissioni entro il 2040”.

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