I bunker per le scorie nucleari sono pieni, proteste in Belgio

Belgoprocess, la società pubblica responsabile di questi rifiuti, ha lanciato l'allarme. Ma il progetto per la realizzazione di una nuova centrale per lo stoccaggio in Vallonia è stato bloccato sotto la spinta delle ong ambientaliste

I depositi per lo stoccaggio delle scorie radioattive delle centrali nucleari sono pieni. E il governo non sa come porvi rimedio. E' quanto sta succedendo in Belgio, dove la Belgoprocess, la società pubblica responsabile per questo tipo di rifiuti, ha lanciato nei giorni scorsi un allarme sulla mancanza di bunker per la conservazione delle scorie. 

Per il momento, la stessa società sta provvedendo ad ampliare un bunker esistente, quello di Dessel, che sarà pronto entro la fine del 2020 e che sta costando 7 milioni di euro. Nonostante lo sforzo, la capacità aggiuntiva del nuovo deposito non sarà sufficiente per far fronte ai rifiuti dei prossimi anni. Ecco perché le autorità belge stanno cercando di correre ai ripari con la costruzione di un nuovo bunker in Vallonia presso Thiange, dove ha sede una delle due centrali nucleari del Paese.

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L'impianto è già oggetto di pesanti accuse da parte degli ambientalisti e di diversi cittadini della zona, che lamentano la scarsa sicurezza dei suoi reattori. La centrale di Thiange è stata infatti costruita tra gli anni '70 e '80 e avrebbe dovuto cessare le sue attività nel 2015. L'anno scorso, invece, il governo ha deciso di riattivarla fino al 2025.

La paura di ong e società civile è che dietro la costruzione di un nuovo centro di stoccaggio ci sia la volontà del governo di prolungare ancora di più la vita dell'impianto: il progetto, infatti, prevede un magazzino per 120 contenitori, il doppio della quantità necessaria per immagazzinare le scorie prodotte fino alla data di chiusura della centrale. Inoltre, gli oppositori contestano il fatto che lo stoccaggio previsto ha una durata di 80 anni, oltre a una mancanza di sicurezza sufficiente contro il rischio di caduta di aeromobili di grandi dimensioni.

Per tutte queste ragioni, i comuni dell'area interessata hanno annunciato il loro no al progetto. E la Regione vallona sarebbe pronta a fermare la costruzione del nuovo bunker. Se accadrà davvero questo, il Belgio dovrà cercare un'altra destinazione per i suoi rifiuti nucleari. E in tempi rapidi. 

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