Microplastiche nell'acqua potabile, per l’Oms i rischi per la salute sono “bassi”

L'Organizzazione mondiale della sanità afferma che il livello di particelle non è un motivo di grande preoccupazione. Tuttavia, avverte che sono necessarie ulteriori ricerche sui loro effetti sulla salute umana

Le microplastiche contenute nell'acqua potabile rappresentano un rischio “basso” per la salute umana, considerati il loro livelli attuali. È quanto afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nella sua prima relazione sui potenziali rischi derivanti dall'ingestione di microparticelle di plastica. Gli esperti hanno comunque sottolineato che sono necessarie ulteriori ricerche per garantire la sicurezza dei cittadini e consumatori.

Lo studio

Il rapporto riassume gli studi scientifici a disposizione sull'argomento. Le microplastiche sorgono quando i materiali artificiali si degradano in minuscole particelle. Gli autori hanno concluso che la ricerca dovrebbe concentrarsi sugli additivi chimici in plastica e sugli effetti delle microplastiche abbastanza piccoli da penetrare nei tessuti.

I veri pericoli per l’uomo

Dati i bassi rischi, l'OMS ha affermato che i paesi dovrebbero invece concentrare maggiormente l'attenzione sulla rimozione di microbi dannosi, che causano quasi 500mila morti di diarrea ogni anno.

Microplastiche nell’acqua e nel cibo 

Uno studio precedente condotto dall’associazione animalista WWF aveva rivelato che alcune persone potrebbero ingerire fino a 5 grammi (0,18 once) di plastica ogni settimana, l'equivalente di una carta di credito. Quella ricerca ha scoperto che la più grande fonte di plastica che entrava nel corpo proviene dall'acqua potabile, ma anche i molluschi erano tra i principali responsabili.

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