Pesca, ong lancia allarme: “Nel Mediterraneo, il 90% delle specie ittiche è sovrasfruttato”

Secondo i dati della Commissione Ue, anche il Mare del Nord fa i conti con le catture eccessive. Oceana: “Con una attività sostenibile si potrebbero aumentare gli stock e garantire 92mila posti di lavoro in più” 

Il peggiore dei mari europei è il Mediteranneo. Ma anche il Mare del Nord e il Baltico versano in cattive acque. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto della Commissione Ue sullo stato delle risorse ittiche e i progressi finora compiuti nella realizzazione di una pesca sostenibile, l'obiettivo principale della politica comune della pesca.

I dati del rapporto mostrano che i livelli di pesca eccessiva rimangono ancora elevati nell'Atlantico nord-orientale, compresi i mari adiacenti, vale a dire il Baltico o il Mare del Nord, dove il 41% degli stock è stato eccessivamente raccolto. Secondo il rapporto, il Mar Mediterraneo si trova attualmente nel peggiore stato di tutti i mari europei, con circa il 90% degli stock ittici sovrasfruttati e alcuni ad alto rischio di completo collasso. Il nasello europeo, la triglia, il melù e la rana pescatrice sono tutti pescati a livelli circa 10 volte più alti di quelli che sono considerati sostenibili, secondo il rapporto.

“La pesca eccessiva danneggia l'ambiente e l'economia in generale – denuncia Lasse Gustavsson, direttore esecutivo di Oceana, ong che si batte per la pesca sostenibile - Gestire male le risorse naturali e rinnovabili rovina il nostro patrimonio naturale marino e ci costa posti di lavoro, cibo e denaro. Gli stock ittici sani e ben gestiti hanno il potenziale di produrre ogni anno nei mari europei oltre il 57% in più di pesce, ovvero 2 milioni di tonnellate in più, e creare 92mila nuovi posti di lavoro”. 

Nonostante l'obbligo giuridicamente vincolante di eliminare gradualmente la pesca eccessiva entro il 2020, i progressi finora compiuti dall'Ue non sono sufficienti per rispettare tale scadenza, come confermato più volte dal comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), un comitato consultivo dell'Ue. “L'interruzione della pesca eccessiva non solo faciliterà lo sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche, ma contribuirà anche al raggiungimento di un buono stato ambientale nei mari europei”, dice Oceana, che aggiunge: “E’ compito dell'Unione europea recuperare urgentemente il Mar Mediterraneo, che è sovrasfruttato, grazie a piani di gestione a lungo termine solidi e ambiziosi, che rappresentano il modo più efficace per affrontare il problema della pesca eccessiva” .

Per la deputata del Parlamento europeo, Rosa D'Amato (M5s), "la tutela del nostro mare è una priorità del Movimento 5 stelle, ma questo va fatto evitando inutili e controproducenti regole che vanno a danno dei piccoli operatori. I quali, non mi stancherò mai di ripetere, possono e devono rappresentare un pilastro nella salvaguardia dell’ambiente marino". 

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