"Ambiente, una Corte penale europea a Venezia”. La proposta M5s

“Perseguire i crimini ambientali” con un tribunale capace di intervenire “in caso di inerzia del magistrato del Paese membro”. I pentastellati avanzano all’Eurocamera la proposta del professor Abrami

Un tribunale europeo con poteri simili a quelli della Corte penale internazionale dell’Aia, che anziché perseguire genocidi e crimini di guerra faccia valere il principio “chi inquina paga”. La proposta avanzata dal Movimento cinque stelle mira a rafforzare la lotta ai reati ambientali, “approfittando di una nuova stagione riformista che sta investendo l’Unione europea”, afferma il vicepresidente del Parlamento Ue ed esponente del M5s Fabio Massimo Castaldo. Facendo propria la battaglia del professor Antonino Abrami, da lui già avanzata nel 2010 di fronte alla commissione Ambiente del Parlamento europeo, il M5s rimarca le sue radici ecologiste.

Ambientalismo a cinque stelle

“Per il M5s la protezione dell’ambiente, nella tutela degli ecosistemi e nella salvaguardia della biodiversità, rappresenta una battaglia identitaria”, sottolinea la capo-delegazione Tiziana Beghin, “e con questa proposta lo dimostriamo”. Il professor Abrami ripercorre le tappe del disastro del bacino del Danubio del 31 gennaio del 2000, quando “una diga della miniera d’oro rumena di Aurul, di proprietà australiana, ruppe gli argini riversando nei fiumi Lepos e Zamos una grande quantità di veleno, utilizzato per l’estrazione del metallo”. “Oltre 100mila metri cubi inquinarono il delta del Danubio - prosegue Abrami - e a seguito di tale esperienza l’Ue si rese ben conto dell’inadeguatezza del sistema sanzionatorio vigente in Europa per far fronte ai disastri ambientali”. 

La Corte penale della Salute e dell'Ambiente

Si propone quindi l’istituzione di una “Corte e un procuratore penale europeo dell’Ambiente”, dotati del “potere di intervenire in caso di inerzia dei magistrati dei Paesi Ue”. Interrogato dai giornalisti sull’inserimento di tale organismo in relazione ai trattati e alle altre istituzioni Ue, il professore fa riferimento allo “stesso schema della Corte penale dell’Aia”, chiamata a intervenire in caso di genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità.

La sede a Venezia

La proposta avanzata dagli europarlamentari del M5s contiene anche la sede della nuova Corte penale europea: la città di Venezia. Jacopo Berti, consigliere regionale veneto del M5s, non ha dubbi: “Dobbiamo candidare Venezia a capitale europea dell’ambiente perché da più di mille anni rappresenta il perfetto equilibrio nella simbiosi tra l’uomo, la natura e l’acqua”. Tra i passaggi necessari per convertire la proposta dei pentastellati in realtà, ci sarà anche un’alleanza dei Cinque stelle con le altre forze politiche sensibili alla causa ambientale all’Eurocamera, a partire dai Verdi. Con i quali, confermano gli eurodeputati M5s, è in corso una trattativa per entrare a far parte dello stesso gruppo parlamentare. 

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