Luce e gas, gli italiani pagano le bollette più care d'Europa

Secondo un rapporto dell'Ue, il caro prezzi colpisce soprattutto le imprese. Resta alta la dipendenza dalle importazioni di energia, ma cresce la quota di rinnovabili. Altra nota positiva: siamo leader nel solare e nel geotermico

ANSA / FOLCO LANCIA

Gli italiani sono tra i cittadini europei che pagano le bollette più care per luce e gas. I costi per l'elettricità e il riscaldamento a carico delle famiglie e delle imprese pesa in Italia per l'1,4% del Pil (circa 2 miliardi), più del doppio della media Ue, che si attesta allo 0,6%. E' quanto emerge dal terzo rapporto sull'avanzamento dell'Unione dell'energia pubblicato dalla Commissione europea.

Se le tasse su benzina e auto sono più in meno in linea con il resto d'Europa, il mercato al dettaglio di gas e luce è tra i peggiori del Continente, il quint'ultimo per la precisione. Guardando ai singoli settori, emerge l'alto costo dell'elettricità a carico dell'industria, uno dei più alti non solo in Europa, ma al mondo. Mentre le bollette per le famiglie più povere sono tra le meno care dell'Unione (sotto la media Ue).

La dipendenza dal gas russo

Un peso in questo lo ha anche l'elevata (e storica) dipendenza dell'Italia dalle importazioni, in particolare di gas e petrolio, che rappresentano il 77,1% dell'energia consumata (contro il 54% di media Ue). Buona parte del gas (più della metà) proviene dalla Russia, ma per il resto le fonti di approviggionamento sono ben diversificate. La Commissione, a tal proposito, segnala positivamente l'avanzamento del progetto del gasdotto Tap. 

Leader nelle rinnovabili

Altro aspetto positivo è che tra il 2005 e il 2015, questa dipendenza da fonti esterne è diminuita (mentre nel resto dell'Ue è aumentata). Merito soprattutto delle crescita dell'energia rinnovabile, che pone il nostro paese ai primi posti in Europa. Con una quota di rinnovabili del 17,1% nel 2015, l'Italia ha già raggiunto l'obiettivo del 2020 fissato dall'Ue. La quota della produzione legata alle rinnovabili è più che raddoppiata tra il 2005 e il 2015, passando rispettivamente dal 16,3% al 33,5% per l'elettricità e dall'8,2% al 19,2% per i riscaldamenti.

"Grazie al suo grande potenziale di risorse - si legge nel rapporto della Commissione- l'Italia è anche uno dei tre paesi (con Francia e Ungheria) che stanno guidando la produzione geotermica europea e con Svezia, Francia, Austria e Spagna rappresentano circa il 70% di tutta l'energia idroelettrica nell'Ue. Nel 2015, il 38% dell'energia solare e fotovoltaica europea è stata prodotta in Germania, Italia e Spagna. L'Italia è anche il leadere nello sviluppo di pompe di calore, principalmente utilizzate per il raffreddamento. Al contrario, l'Italia è ancora lontana dal raggiungere la quota di energia rinnovabile del 2020 nei trasporti, nonostante il fatto che il paese sia uno dei principali consumatori di biodiesel".

Infine, il nostro paese vanta "una specializzazione considerevole nelle tecnologie per l'energia eolica". E questo nonostante gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico continui a essere basso. 

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