La battaglia delle lampadine, la Germania sceglie gli affari contro l'ambiente

Berlino chiede la proroga dell'esenzione per le industrie che danno lavoro a molti tedeschi dell'utilizzo del mercurio, nonostante sia inquinante. La Svezia chiede invece maggiore sforzo nella lotta al cambiamento climatico

Foto Ansa EPA/WALLACE WOON

La lotta al cambiamento climatico è importante, ma gli affari sono più importanti a quanto pare. La Germania sta guidando un gruppo di Stati, composto da Paesi Bassi, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, che chiedono alla Commissione europea di continuare a consentire ai produttori di lampadine di utilizzare il mercurio nei bulbi nonostante i potenziali danni all'ambiente e alla salute umana. La mossa si rivelerà un importante test dell'impegno comunitario nei confronti del tanto decantato Green Deal europeo che punta a raggiungere la neutralità nelle emissioni di carbonio entro la metà del secolo.

L'esenzione

Come ricostruisce in un articolo il Guardian le tre principali aziende del settore, General Electric, Philips e Osram, sono i principali datori di lavoro in particolare di lavoratori tedeschi e ungheresi. Questa compagnie godono di un'esenzione concessa all'industria dell'illuminazione nel 2011 da un divieto generale sull'uso di mercurio, ma Paesi più ambientalisti come Svezia e Finlandia affermano che dopo nove anni le condizioni per l'esenzione non ci sono più. Allora si diceva che le lampadine a Led senza mercurio producessero livelli di illuminazione significativamente più bassi, ma ora la tecnologia ha fatto passi avanti sufficienti a rimediare al problema.

La lettera

"La principale preoccupazione della Svezia è che non ci sono motivi legali per rinnovare un'esenzione", si legge in una lettera del governo si Stoccolma alla Commissione ottenuta dal giornale britannico. "Oggi sono disponibili sostituti economicamente validi per la maggior parte delle sorgenti luminose contenenti mercurio", afferma la missiva che sottolinea che Bruxelles rischia di violare i suoi obblighi legali e di violare lo spirito del Green Deal citando 40,9 milioni di tonnellate di CO2 di risparmi di emissioni che verrebbero ottenuti eliminando gradualmente il mercurio entro settembre 2021.

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