L’Italia sta con Merkel e 'tradisce' i Paesi ambientalisti: “No all’azzeramento delle emissioni”

Giravolta del Governo italiano: a novembre firma il documento per chiedere “zero emissioni entro il 2050”, ma oggi si oppone allo stesso obiettivo assieme a Polonia e Germania, gli Stati che inquinano di più in Europa

Un vero e proprio cambio di casacca, da quella verde degli ambientalisti a quella nera dei campioni europei per emissioni di CO2. L’Italia non figura tra gli otto Stati firmatari di un documento per l’azzeramento - entro il 2050 - delle emissioni di gas serra in tutta Europa. Si tratta, per il momento, di una mera dichiarazione d’intenti espressa, durante il vertice europeo in Romania, dagli Stati più preoccupati del cambiamento climatico. Eppure fa discutere, assieme al ‘no’ di tedeschi e polacchi, il passo indietro dell’Italia, che solo lo scorso novembre aveva firmato una lettera alla Commission Ue dai toni e contenuti molto simili al testo non sottoscritto pochi giorni fa.

Forse per non scontentare i padroni di casa rumeni, anche loro poco sensibili alle proteste di piazza degli studenti ambientalisti, i paesi firmatari hanno deciso di non diffondere il documento, comunque reso pubblico dalla stampa. Il testo contiene le stesse preoccupazioni che lo scorso novembre i ministri dell’Ambiente di dieci stati Ue espressero al commissario per l’Energia Miguel Arias Canete. In entrambi i documenti si evidenzia inoltre la necessità di azzerare le emissioni di CO2 in tutta l’Unione europea entro il 2050 per limitare il riscaldamento globale. 

Anche i paesi firmatari dei due documenti sono quasi gli stessi. Dei dieci stati che hanno sottoscritto la prima lettera si sono sfilati solo l’Italia, la Finlandia e la Slovenia. Il Belgio si è invece arruolato tra i paesi ambientalisti del documento della settimana scorsa, firmando assieme a Francia, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. L’Italia passa così dall’altra parte della barricata, nella fazione guidata da Germania e Polonia, responsabili di un terzo delle emissioni di CO2 in tutta Europa

Eppure lo scorso novembre fu il ministro Sergio Costa in persona a trascinare il Belpaese tra gli Stati più ambientalisti d’Europa, prima firmando la lettera sulle strategie anti-inquinamento e poi annunciando alla stampa che l’Italia è “un paese leader per il taglio di emissioni di CO2”. “L’ambiente non lo si salva da soli, lo si salva in rete e ci stiamo provando fino in fondo”, spiegava il ministro, evidenziando gli sforzi in campo internazionale in difesa dell’ecosistema. Forse non la pensa più così.

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