Italia leader europea nel riciclo dei rifiuti. Battute Germania, Francia e Regno Unito

Uno studio evidenzia che il nostro Paese è quello che riutilizza la percentuale più alta dell'immondizia prodotta, sia urbana che industriale: il 76,9% a fronte di una media Ue del 37%

© European Union 2011 PE-EP

Un primato inaspettato ma sicuramente benvenuto e incoraggiante: l'Italia è leader in Europa per il riciclo dei rifiuti (urbani, industriali e altri). Lo dicono i più recenti dati di Eurostat citati in un comunicato dalla Ong ambientalista Kyoto Club. Il nostro Paese registra un 76,9% di materiale inviato al riciclo, rispetto al totale dell'immondizia prodotta, una incidenza più che doppia rispetto alla media europea che si ferma al 37%. Una percentuale ben più alta di nazioni che ci si aspetterebbe essere ben più virtuose: la Francia è al 54%, il Regno Unito al 44%, la Germania al 43%.

In termini quantitativi, la quantità riciclata netta (che include import-export di rifiuti e cascami) dell'Italia, pari a 56,4 milioni di tonnellate, è inferiore solo a quella della Germania (72,4 milioni di tonnellate). I flussi più rilevanti per l'Italia sono rappresentati dai cosiddetti riciclabili tradizionali (carta, plastica, vetro, metalli, legno, tessili) che sommano a 26 milioni di tonnellate e ai rifiuti misti avviati a selezione (circa 14 milioni di tonnellate) oltre ai rifiuti organici e verdi (circa 6 milioni di tonnellate) e ai rifiuti chimici (1,7 milioni). In sintesi, sia sotto il profilo della quantità di materia avviata a riciclo, che sotto il profilo del valore economico dell'intera filiera del riciclo (dalla raccolta alla produzione industriale di nuovi manufatti) l'Italia rappresenta un caso di eccellenza. Grazie a queste quantità l'Italia è anche il secondo Paese europeo, dopo la Germania, in termini di fatturato e di addetti nel settore della preparazione al riciclo, uno degli anelli cruciali della intera filiera industriale del recupero di materia.

Al top anche nel recupero dell’acciaio

Ma i primati inaspettati del nostro Paese non finiscono qui. Scatole, barattoli, bombolette aerosol, latte, fusti, tappi e coperchi: dal 1997 a oggi l'Italia ha avviato a riciclo complessivamente 5,6 milioni di tonnellate di imballaggi in acciaio, un quantitativo sufficiente per realizzare un treno lungo da Roma a Parigi composto da 50.700 vagoni, o 56.300 km di binari ferroviari, pari ad oltre il doppio dell'intera linea ferroviaria italiana. Numeri che fanno del Belpaese uno dei primi Stati membri Ue per riciclo in tale segmento. 

Grazie all'acciaio recuperato dagli imballaggi, dal 2005, l'Italia ha risparmiato 3 milioni di tonnellate di materia prima (pari al peso di 8mila Frecciarossa Etr1000) per un valore di 350 milioni di euro e ha evitato l'emissione di 4 milioni di tonnellate di gas serra, pari alla quantità generata in un anno da circa 1 milione di auto con percorrenza media annua di 20 mila km. I dati contenuti nel Green Economy Report "Dall'acciaio all'acciaio: una perfetta storia di economia circolare", elaborati dalla fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, sono stati presentati oggi a Milano in occasione del ventennale di Ricrea, il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Acciaio. 

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