L'inquinamento rende anche stupidi

Secondo uno studio comporta una "enorme" riduzione delle capacità cognitive, provocando l'equivalente di una riduzione del livello di educazione scolastica di un anno

Foto Ansa EPA/DAVID CHANG

L'inquinamento atmosferico non fa male soltanto al corpo, ma anche alla mente, riducendo le sue capacità cognitive. Lo afferma uno studio di ricercatori cinesi e statunitensi che hanno monitorato per quattro anni le capacità matematiche e verbali di 20mila persone in Cina, dai 10 anni in su e di entrambi i sessi.

I livelli di inquinamento cui ciascun partecipante era esposto sono stati misurati in base al suo indirizzo di residenza. I ricercatori hanno tenuto conto di diverse molecole inquinanti e del particolato fine, quello che penetra più facilmente nelle vie respiratorie. Tutto il campione è stato sottoposto a una serie di test per valutarne le abilità matematiche e linguistiche. È emerso che queste abilità erano tanto più inferiori quanto maggiore era l'esposizione ad agenti inquinanti. Inoltre è emerso che l'impatto negativo dello smog aumenta con l'età dell'individuo. "Abbiamo prova che gli effetti dell'inquinamento dell'aria sui test verbali diventano più pronunciati con il passare dell'età, specialmente per gli uomini e quelli con un livello di istruzione più basso", ha spiegato uno degli autori del lavoro, Xi Chen della Yale School of Public Health.

Secondo lo studio, pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, uno dei motivi di questo sbilanciamento potrebbe essere il fatto che i maschi con minore scolarizzazione tendono a fare più spesso lavori manuali all'aperto. L'esposizione ad alti livelli di inquinamento atmosferico, ha detto Xi Chen, "può provocare una riduzione del livello di educazione di un anno, che è enorme". Studi precedenti avevano rilevato un impatto negativo dell'inquinamento atmosferico sulle capacità cognitive degli studenti. "Le nostre scoperte sugli effetti dell'inquinamento dell'aria sulla cognizione, particolarmente sui cervelli che invecchiano, implica che gli effetti indiretti sul welfare sociale potrebbero essere più ampi di quanto non si ritenesse precedentemente", conclude lo studio.

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