Ikea apre ai mobili di seconda mano. Per promuovere l'economia circolare

Anche sedie e scaffali riparati faranno parte del nuovo modello di business del gigante svedese dell’arredamento

Parte dal Regno Unito la nuova strategia commerciale dell’Ikea, che ha deciso di vendere mobili usati e riparati per dar seguito alle promosse di elaborare modelli di business più rispettosi dell’ambiente. Riutilizzare e riciclare materiali, permettendogli di avere una “seconda vita”, è uno dei capisaldi dell’economica circolare, alla quale l’Unione europea guarda da tempo come possibile soluzione a tante contraddizioni del sistema produttivo basato sulla rapida obsolescenza del bene acquistato e alla sua trasformazione in rifiuto da smaltire. 

I clienti di Edimburgo hanno già la possibilità di scambiare mobili Ikea acquistati in precedenza con buoni premio da spendere in mobili nuovi. La sperimentazione dello stesso schema di vendita e (ri)acquisto verrà presto avviata anche a Glasgow, per valutare poi l’applicazione negli altri centri di vendita sparsi per tutta Europa.

Il gigante svedese dell’arredamento mira non solo a espandersi nel settore in cui è leader incontrastato, ma anche a intraprendere un altro business importante, quello dei tessuti. Anche questi ultimi faranno infatti parte dello schema di riutilizzo adottato dalla catena del mobile più grande del mondo. 

L’Ikea stessa non ha fatto mistero di aver adottato tale strategia per sviluppare un business circolare, compatibile con i principi della sostenibilità ambientale. “Siamo quasi in modalità startup, testiamo modelli di business”, ha spiegato Hege Sæbjørnsen, responsabile della sostenibilità di Ikea nel Regno Unito, presentando il negozio più ecologico dell’intera catena a Greenwich, a sud di Londra. Oltre a essere alimentato al 100% da energia rinnovabile, il centro vendita di Greenwich offre laboratori in cui la gente del posto può imparare a riparare mobili. 

Da Ikea fanno sapere di aver riscontrato un grande interesse sulle tecniche di riparazione dei mobili. E sviluppare queste abilità nella comunità è stato parte della creazione di una cultura che guarda al riutilizzo e al riciclaggio.

Tra le tante sperimentazioni avviate dalla multinazionale svedese, c’è infine quella che riguarda i tessuti. I clienti del punto vendita di Cardiff possono portare vecchi vestiti, tende o altri tessuti per l'arredamento da riparare o pulire e inviarli a un progetto di assistenza per i senzatetto o in un centro di riciclo dei materiali. Tale possibilità sarà presto estesa a tutti i punti vendita del Regno Unito.

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