Investimenti verdi fuori dal Patto di stabilità, Ue rinvia decisione

Il piano da 1.000 miliardi per lo sviluppo sostenibile rischia di scontrarsi con i limiti ai bilanci nazionali. Commissione divisa tra chi chiede più flessibilità e chi teme il 'greenwashing'

Il commissario Ue Paolo Gentiloni

Gli investimenti verdi previsti dal piano da 1.000 miliardi presentato dalla Commissione europea non saranno scorporati dal calcolo dei deficit nazionali. E quindi rischieranno di finire nella tenaglia del Patto di stabilità. Almeno per ora. A confermarlo è stato il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, che durante una conferenza stampa a Strasburgo ha dichiarato che la discussione sull'esclusione di tali investimenti dal Patto è stata rinviata.

Del resto, dai falchi del rigore alla stessa presidente della Commissione Ursula von der Leyen, le resistenze a una misura del genere sono alte. Il fronte dei contrari teme che, con la scusa degli investimenti verdi, Paesi con alti deficit o debito pubblico eccessivo come l'Italia possano venir meno ai loro impegni sui conti, facendo passare per 'green' delle spese che 'green' non sono. In gergo, si chiama 'Greenwashing'. Di contro, i favorevoli allo scorporo, come il nostro governo che lo ha proposto, sostengono che i limiti del Patto rischierebbero di vanificare la transizione ecologica e lo sviluppo sostenibile cui mira il Green deal dell'Ue.   

A decidere su questa misura sarà la Commissione, che a fine mese avrebbe dovuto presentare un rapporto sul funzionamento delle regole di bilancio per affrontare, tra le altre cose, anche la questione degli investimenti verdi. Ma per ammissione dello stesso Gentiloni, il rapporto slitterà a febbraio. "La discussione è ancora aperta e si tratta di trovare un equlibrio tra chi propende per una soluzione radicale, sulla scia della classica 'golden rule' di esclusione di tali investimenti dai calcoli del deficit per cio' che concerne la sorveglianza europea, e chi per estendere la clausola sulla flessibilità attualmente in vigore", scrive Radiocor.

Cosa finanzia il Green deal

Secondo quanto previsto dalla Commissione, gli investimenti verdi dovrebbero raggiungere almeno i 1.000 miliardi entro il 2030 (anche se chi dentro lo stesso esecutivo Ue dice che ne servirebbero almeno il triplo). Un decimo di queste risorse dovrebbero andare al meccanismo per la transizione ecologica, un mix di misure per decarbonizzare i territori più  dipendenti da industria pesante e fossili e per favorire la loro riconversione economica, anche con misure sociali.

Il resto degli investimenti riguarderanno la promozione di nuove industrie dell'energia pulita e dell'economia circolare. Potranno trarne beneficio, tramite programmi e prodotti specifici, sia progetti di piccole dimensioni (ad esempio il rinnovo energetico delle singole abitazioni) sia progetti di più ampia portata (ad esempio l'installazione di una rete di stazioni di ricarica dei veicoli elettrici).  

"Divenire il primo blocco al mondo a impatto climatico zero entro il 2050 - scrive la Commissione - rappresenta nel contempo una grande sfida e una grande opportunità. Il bilancio dell'Ue, gli Stati membri e gli operatori privati avranno un ruolo importante nel finanziamento del Green deal europeo. Il bilancio dell'Ue da solo non può essere sufficiente a contrastare i cambiamenti climatici o soddisfare l'imponente fabbisogno globale di investimenti. Gli Stati membri e gli operatori privati dovranno fornire il loro contributo", avverte.

Da dove arriveranno le risorse

Per quanto riguarda strettamente il bilancio Ue, la Commisione ha proposto che il 25% del bilancio totale sia destinato a contribuire all'azione per il clima e alla spesa ambientale attraverso molteplici programmi quali il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il Fondo europeo agricolo di garanzia, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, Orizzonte Europa e i fondi Life. "Nel complesso, calcolando su un periodo di 10 anni e partendo dal presupposto che gli obiettivi climatici post 2027 saranno quanto meno mantenuti, il bilancio dell'Ue metterà a disposizione del piano di investimenti del Green deal europeo 503 miliardi di euro - spiega Bruxelles - stimolando cofinanziamenti nazionali aggiuntivi per circa 114 miliardi da destinare nello stesso periodo a progetti in materia di clima e ambiente".

Un altro programma europeo, InvestEU, mobiliterà circa 279 miliardi di investimenti privati e pubblici nei settori del clima e dell'ambiente nel periodo 2021-2030 e fornirà una garanzia di bilancio per consentire l'attrazione di altri investitori. Inoltre, il Fondo per l'innovazione e il Fondo per la modernizzazione, che non fanno parte del bilancio dell'Ue ma sono finanziati da una parte degli introiti provenienti da uno strumento strategico essenziale – la vendita all'asta delle quote nell'ambito del sistema Ets di scambio di quote di emissione dell'Ue –, metteranno a disposizione circa 25 miliardi di euro. 

Infine, ci sono i fondi della Bei, la Banca europea per gli investimenti, il cui contributo al Green deal "dovrebbe ammontare a 250 miliardi di euro", spiega la Commissione. 

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