"Il glifosato può essere vietato prima del 2022"

La commissione Pesticidi del Parlamento Ue ha tempo fino alla fine del 2018 per fare indagini e proporre miglioramenti alla procedura per l’autorizzazione di queste sostanze. Come intende farlo? Lo spiega Eric Andrieu in una intervista a Europarl.europa.eu

L'eurodeputato socialista Eric Andrieu

Il glifosato potrebbe essere vietato prima del 2022, ossia prima che si riapra il processo di autorizzazione dell'Ue per il commercio di questa sostanza, al centro di un accesso dibattito in tutta Europa. Ne è convinto il presidente della commissione Pesticidi del Parlamento europeo, Eric Andrieu

Nell'ottobre 2017, anche sulla scorta di una petizione di cittadini e ong, gli eurodeputati avevano chiesto la messa al bando totale degli erbicidi a base di glifosato entro il 2022 e limitazioni immediate all’uso di queste sostanze. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il glifosato è potenzialmente cancerogeno. Ma l'Efsa, l'agenzia Ue sulla sicurezza alimentare, ha escluso questo rischio. E cosi' gli Stati membri hanno deciso di rinnovarne l'autorizzazione al commercio per cinque anni. "Il fatto che abbiano deciso di rinnovare la licenza per l’uso del glifosato non risponde alla controversia scientifica - dice Andrieu in una intervista a Europarl.europa.eu - Per me è irresponsabile averla rinnovata senza avere elementi certi sul fatto che la molecola del glifosato e i suoi co-formulanti non siano tossici per la salute. Dobbiamo, nell’interesse della salute di 500 milioni di europei, valutare il protocollo esistente e verificare se c’è bisogno di correzioni e miglioramenti"

Quali dovrebbero essere i primi compiti della Commissione?

"Un primo compito sarà quello di informarsi e mettere allo stesso livello di conoscenza i membri. Poi potremo esaminare ogni passaggio della procedura di autorizzazione parlando con le parti coinvolte: l’industria, le ONG, la comunità scientifica. Dobbiamo presentare delle proposte concrete di miglioramento del protocollo di autorizzazione".

Ci sono molte parti coinvolte: agricoltori, industriali, e soprattutto cittadini. Come ha l’intenzione di risolvere le tensioni fra le diverse parti?

"Per noi la salute di 500 milioni di cittadini viene prima di tutto. Ci possono essere tensioni, ma l’obiettivo è unico. Gli agricoltori certo che usano il glifosato, ma quando diciamo loro: 'E' stato scoperto che il glifosato è dannoso per la salute, siete disposti a farne a meno?', la risposta è si'. Sono in grado di trovare altre soluzioni. Alcuni scienziati sono stati critici sulla scelta degli studi sulla pericolosità del glifosato fatti dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma). Bisogna sapere come funziona la selezione degli studi. Noi abbiamo un ruolo importante a riguardo. Dobbiamo anche fare in modo che l’industria si renda conto delle questioni etiche. Non possiamo permettere tutto in nome della finanziarizzazione dell’economia. Io ho fatto la mia scelta: la salute viene prima di tutto. L’industria deve essere convinta ad agire diversamente".

Lo scandalo dei Monsanto Papers ha scatenato l’interesse del Parlamento e dei cittadini europei. Cosa può fare concretamente il Parlamento europeo per assicurare che ci siano studi scientifici veramente indipendenti?

"Bisogna sicuramente dare più fondi alla scienza indipendente. Dobbiamo esaminare tutto il processo: chi ci garantisce che la relazione presentata dall’Efsa è indipendente? Chi ci garantisce che le lobby non sono intervenute? Bisogna avere i mezzi per legiferare in modo che non si possa mai più dubitare dell’onestà e dell’indipendenza degli studi e delle scelte fatte. La fusione Monsanto-Bayer, ad esempio, rafforza ancora di più quello che io chiamo il controllo sul mondo vivente e lo trovo inaccettabile".

Dobbiamo aspettarci dei cambiamenti alle licenze per il glifosato prima del 2022?

"A oggi, la decisione presa dalla Commissione europea e dal Consiglio non è stata attaccata davanti alla giustizia europea. Io non ho i mezzi per farlo sa solo, se no certamente lo avrei fatto. Ma in seguito ai nostri lavori di inchiesta, non è da escludere che richiederemo una nuova valutazione scientifica. In quel caso il glifosato potrebbe essere proibito anche prima del 2022".

La commissione PEST ha tempo fino a fine 2018 per presentare delle proposte. Su che base misurerete la vostra riuscita?

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"Se a dicembre avremo delle proposte concrete per dire alla Commissione europea “ecco quello che bisogna fare per garantire che i cittadini europei possano mangiare, bere e respirare in tutta sicurezza” avremo vinto la nostra scommessa. Non passa giorno senza che esploda un altro scandalo sanitario. Noi dobbiamo fare di tutto per garantire una migliore protezione della salute dei consumatori. È la nostra responsabilità Dobbiamo riuscire nella nostra impresa. Non abbiamo scelta".

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