Glifosato, Italia vota contro rinnovo ma non c'è accordo tra gli Stati Ue. Si va verso l'autorizzazione per 5 anni?

Al comitato dei rappresentanti dei paesi membri non si raggiunge la maggioranza qualificata richiesta. Grenpeace: “Bruxelles ignora gli scandali legati ai Monsanto Papers”

La proposta di mediazione sul glifosato della Commissione europea per ora non è andata a buon fine. Il rinnovo di 5 anni anziché dieci della licenza alla vendita dell'erbicida della Monsanto, al centro di una controversia internazionale sulla sua presunta cancerogenicità, non è stato approvato dagli Stati membri. Al comitato tecnico Ue competente per piante, animali, alimenti e mangimi (Comitato Paff) non si è raggiunta la maggioranza qualificata richiesta. A favore hanno votato 14 paesi (Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Irlanda, Spagna, Lettonia, Lituania, Ungheria, Olanda, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito), contro nove (Belgio, Grecia, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Austria), e si sono astenuti in cinque (Bulgaria, Germania, Polonia, Portogallo e Romania). Per superare questa impasse attuale la Commissione potrebbe decidere di andare avanti comunque, avendo il potere di adottare la propria proposta anche in assenza di una maggioranza qualificata favorevole, il che potrebbe scatenare però uno scontro con il Parlamento europeo.

“Bene il no dell’Italia al voto odierno, mentre la Commissione continua a cercare l’appoggio per una nuova autorizzazione per il glifosato, noncurante degli scandali legati ai 'Monsanto Papers' e al 'copia-incolla' nelle valutazioni del rischio europee”, ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura di Greenpeace Italia, riferendosi all'inchiesta giornalistica che ha sollevato il dubbio che la multinazionale nordamericana, proprietaria e produttrice del pesticida Roundup, di cui il glifosato è la principale sostanza attiva, abbia condizionato gli studi sulla non nocività del prodotto. Per l'associazione ambientalista “non si può continuare a permettere la contaminazione di suolo, acqua, cibo e persone” e il glifosato “deve essere vietato ora, non fra tre, cinque o dieci anni”.

“In attesa della decisione definitiva è necessario che le misure precauzionali introdotte a livello nazionale riguardino coerentemente anche l’ingresso in Italia di prodotti stranieri trattati con modalità analoghe come il grano proveniente dal Canada dove viene fatto un uso intensivo di glifosato proprio nella fase di preraccolta”, ha chiesto invece il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. In Italia, ha sottolineato l'associazione, è già in vigore il divieto di uso del glifosato nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma vige anche il divieto d’uso in campagna in pre-raccolta 'al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura'.

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