Glifosato, il rinnovo dell'autorizzazione potrebbe essere impugnato alla Corte di giustizia Ue

Lo sostengono i Verdi in base al parere di un giurista belga, ex relatore per il diritto al cibo dell'Onu. Che dice: “Sono scioccato da come è stata presa la decisione”

Nonostante la decisione dell'Unione europea di rinnovare per cinque anni la licenza del glifosato gli ambientalisti possono ancora vincere la loro battaglia ed ottenere il divieto dell'erbicida della Monsanto. Ad aiutarli potrebbe essere il diritto in quanto il rinnovo dell'autorizzazione sarebbe in contraddizione con i principi dei trattati europei e potrebbe quindi essere impugnato alla Corte di giustizia Ue. Ad affermarlo è il giurista dell'Università cattolica di Leuven ed ex relatore per il diritto al cibo dell'Onu Olivier De Schutter.

"Seguo le questioni europee da 25 anni e non sono mai stato così scioccato dal modo in cui è stata implementata un'estensione di una autorizzazione", ha spiegato De Schutter in una conferenza stampa convocata dal gruppo parlamentare dei Verdi europei. A suo avviso il Parlamento di Strasburgo o i Paesi che hanno votato contro la decisione (Belgio, Croazia, Italia, Francia, Lussemburgo, Grecia, Malta, Cipro e Austria), possono chiedere alla Corte l'annullamento della decisione perché viola il principio di precauzione, perché non ha tenuto conto del milione di firme raccolte dalla coalizione 'stop glifosato' e perché c'è stato un mancato controllo sull'operato delle agenzie comunitarie Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, e Echa, l'Agenzia europea delle sostanze chimiche, che hanno decretato che l'erbicida, quando presente in percentuali basse nei cibi, non sarebbe nocivo alla salute dell'uomo.

La Commissione europea formalizzerà la decisione di riautorizzazione dell'erbicida il 12 dicembre. Alla luce delle tesi sostenute da De Schutter, il copresidente dei Verdi al Parlamento europeo, Philippe Lamberts, ha assicurato che cercherà di trovare una maggioranza nell'emiciclo per presentare un'azione dinanzi alla Corte di Giustizia. Dalla pubblicazione della decisione formale di proroga il Parlamento o uno Stato avranno due mesi per impugnarla dinanzi al tribunale europeo.

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