"Auto inquinanti, Volkswagen e FiatChrysler rischiano multe Ue da 2,5 miliardi"

Lo rivela uno studio della società di consulenza AlixPartners. Le due case automobilistiche in ritardo sul rispetto degli obiettivi di ridusione delle emissioni fissati da Bruxelles per il 2021

Potrebbe non bastare a FiatChrysler l'accordo con il quale ha comprato da Tesla 'quote di emissioni'. Per rispettare gli obiettivi di riduzione di Co2 fissati dall'Unione europea per il 2021, la casa automobilistica dovrebbe rivoluzione in chiave verde il suo parco vetture. Oppure accettare di dover pagare un multa da 746 milioni di euro. Peggio ancora la situazione della Volkswagen, che rischia invece una sanzione pesantissima da 1,83 miliardi di euro. A rivelarlo è uno studio della società di consulenza AlixPartners.

Lo studio, che è stato pubblicato mercoledì, dimostra il ritardo significativo del settore auto nell'adeguarsi alle misure messe a punto per ridurre le emissioni medie della flotta in circolazione in Europa a 95 grammi di biossido di carbonio per chilometro entro il 2021. La previsione di AlixPartners si basa sui livelli di emissioni dei veicoli segnalati dai costruttori di automobili alla fine del 2017. Volvo e Toyota sono gli unici grandi gruppi di costruttori automobilistici che non sarebbero soggetti a sanzioni e che al contrario potrebbero vendere i propri surplus di crediti di emissione ad altre case. 

Il "mercato" delle emissioni nell'Ue funziona più o meno cosi': fissato un tetto massimo di emissioni per un determinato settore industriale (in questo caso quello delle auto) e stabiliti i tetti per singolo soggetto, chi ha inquinato meno della sua quota puo' rivendere la parte restante di emissioni a chi invece ha superato i limiti. E' il caso dell'accordo tra FiatChrysler e Tesla

“Fiat non è riuscita a investire per tempo sulle tecnologie pulite e sull’elettrico”, commenta Mirko Busto, policy officer di Transport & Environment, organizzazione non governativa del settore dei trasporti sostenibili. Il gruppo fondato dalla famiglia Agnelli “ora deve usare i veicoli elettrici degli altri produttori d’auto come lasciapassare”, spiega Busto.

E' quello che ha dichiarato di voler fare Volkswagen, ancora alle prese con un parco auto dove il diesel la fa da padrone: una situazione che dovrebbe cominciare a venire bilanciata nel 2020 con una nuova produzione in serie di automobili elettriche.

"Se costruisci auto più pesanti e hai una grande quota di mercato di diesel, devi fare dei compiti se vuoi ridurre le possibili sanzioni - dichiara Elmar Kades, managing director di AlixPartners - I clienti stanno passando sempre più alla benzina e questo deve essere compensato con l'elettrificazione e/o l'ibridazione". Il problema di fondo, pero', è che per fare cio' servono investimenti, mentre le vendite, avverte la società di consulenza, saranno stagnanti o in calo nei prossimi tre anni.

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