L'Europa in rivolta contro le politiche che toccano le auto

Non solo la rivolta dei gilet gialli francesi ma anche in atri Paesi i cittadini si oppongono ai rincari o ai divieti legati ai veicoli. I tedeschi stanno facendo pressione affinché Merkel non assecondi il blocco della circolazione dei diesel di vecchia generazione

In Francia è in corso una vera e propria rivolta che è nata a partire delle proteste contro il rincaro delle accise sui carburanti voluto dal presidente Emmanuel Macron: 7,6 centesimi al litro per il gasolio, 3,9 centesimi al litro per la benzina. Ma non è solo Parigi a dover fare fronte all'opposizione dei cittadini contro politiche che toccano le loro autovetture.

Tedeschi contro il divieto del diesel

Nel febbraio scorso il tribunale federale di Lipsia ha stabilito che i piani tedeschi per la qualità dell’aria devono essere attuati a livello locale aprendo alla possibilità per le città di introdurre divieti di circolazione alle auto diesel che non sono almeno Euro 6 anche in mancanza di modifiche alla normativa quadro della Germania, normativa che il governo di Angela Merkel non ha voluto adeguare e lasciando solo un divieto per le auto Euro 3. Se la cancelliera non ha ancora agito è perché sa che a rischio sono 15 milioni di automobili di vecchia generazione e che, come conferma un sondaggio della Bild, la maggioranza dei tedeschi è contraria al bando.

Francesi e belgi in rivolta

In Francia il malcontento dei cittadini era iniziato già lo scorso anno quando il premier Edouard Philippe aveva appoggiato la riduzione della velocità massima nelle strade provinciali da 90 a 80 chilometri orari. Dopo le dimissioni del ministro dell'Ambiente Nicolas Hulot Parigi ha voluto dare un segnale di credere ancora nell'ambientalismo e ha proposto nuove e più severe misure come quella di chiedere un pedaggio nelle strade attorno alla trafficata e inquinata capitale, Parigi, e l'aumento sull'accise che ha scatenato la rivolta dei gilet gialli. Dalle proteste è stato contagiato anche il vicino Belgio dove la settimana scorsa c'è stata una manifestazione che si è conclusa con scontri con le forze dell'ordine e auto della polizia date alle fiamme.

I norvegesi si oppongono ai caselli

Anche in Norvegia il governo ha investito moltissimo per promuovere auto pulite ma migliaia hanno protestato contro l'intenzione di introdurre i caselli autostradali all'inizio di quest'anno. A dimostrazione che anche lì, per quanto sia ritenuta necessaria per la salvaguardia dell'ambiente, i cittadini non vogliono che si tocchi la loro libertà di utilizzare l'automobile. La sfida della politica è quella di sostenere la transizione verde senza far ricadere i costi sui cittadini.

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Commenti (2)

  • La nostra è una civiltà basata sull'automobile. Le opportunità di lavoro vengono selezionate anche con la consapevolezza della possibilità del trasporto individuale. L'industria automobilistica dà lavoro, nel mondo, a decine di milioni di persone, se consideriamo l'indotto ed i servizi (che vanno dalla distribuzione del carburante alle compagnie assicurative, passando per i traghetti). E per gli stati è una fonte di introiti senza fine, considerato che viene tassato TUTTO: carburanti, pedaggi, RCAuto, proprietà dell'auto, parcheggi. E nonostante venga sbandierata la necessità della "mobiità sostenibile" (espressione la cui semantica non ho mai compreso), la TV ci bombarda di pubblicità idiote, per le quali se compri un SUV diventi ipso facto un attore o un paracadutista. Voler ridurre il parco circolante, ma nel contempo aumentare gli introiti, e non far nulla per cambiare l'assetto della società civile che si è stabilizzato da un secolo su questa posizione, è una pretesa assurda. Forse, una buona idea per cominciare questo processo sarebbe quello di cercare di ridurre il più possibile il mercato di veicoli inquinanti e dannosi per il traffico urbano come i SUV, anzichè incentivarne l'acquisto, ed informare la popolazione del globo sul fatto che le riserve petrolifere si stiano esaurendo con una velocità molto maggiore di quella che era stata prevista...

    • aahhhhaaaaaaaa sta fissa contro gli sport utility vehicles è proprio un cancro ! ma peggio è la lobotomia televisiva, dopo un lustro di disintossicazione totale ME NE ACCORGO quando qualcuno "parla" da telespettatore. prima che spingessero certi prodotti nessuno ti rompeva le palle se giravi col fuoristrada (comprato e ricomprato senza l'pausilio dei "suggerimenti" della malefica scatola da salotto) il 2.0 tdi mi consuma come la panda cross di mia madre, ma di che stiamo parlando !?!??!

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