Clima, l'Europa fa poco per ridurre le emissioni. L'Italia ancora meno

Rapporto dell'European Climate Foundation: piani per la riduzione dell'inquinamento attuati al 29%. Solo la Spagna oltre la soglia del 50%, il nostro paese 18esimo in Ue

Clima, sostenibilità, ambiente. Ormai la questione ecologista è diventata centrale nell’agenda politica. Tutti in Europa hanno capito che l’impegno mostrato per questi temi porta voti, e anche chi tradizionalmente non ha mai avuto un’anima ‘green’ ora la sbandiera più che può. Uno studio della European Climate Foundation mette a nudo però le differenze tra il dire e il fare, e non è un bello spettacolo: dei 28 progetti di piani energetici e climatici nazionali presentati dagli Stati membri dell'Ue, non uno solo è sulla strada per raggiungere il l’obiettivo zero emissioni entro il 2050. Con l’Italia ad essere tra quelli più in ritardo. In pratica, si è promesso tanto e finora si è fatto poco. Dunque, a oggi l’Ue nel suo complesso ha realizzato neanche un terzo (29%) delle azioni di sostenibilità che si era promessa di realizzare. Lo Stato membro che più si è dato da fare è la Spagna, che è già a metà dell’opera (52%), tutti gli altri seguono.

Italia poco credibile

Dopo la Spagna, la Francia è seconda (46,9%) seguita da Grecia (44,2%) e Svezia (42,8%). L’attuazione del piano climatico italiano a che punto è, invece? In ritardo, con quasi tre quarti delle politiche ancora da attuare (attuate al 26,9%). Il Belpaese non è l’ultimo in quanto a ritardi, è 18esimo su 28. È messo meglio di Regno Unito e Germania (terzultima) in una competizione ‘al ribasso’. L’Italia, dunque, non è un modello da prendere ad esempio. Gli esperti della European Climate Foundation contestano per lo Stivale “dettagli insufficienti” su politiche e misure per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, e di conseguenza “non è possibile valutarne la credibilità e la capacità di raggiungere l'obiettivo” per quanto riguarda i settori non regolati dal sistema ETS (Emission Trading Scheme), il meccanismo di compravendite dei diritti di emissione. A questo si aggiunge lo “scarso livello di dettagli” per le politiche e le misure relative alle energie rinnovabili. Ancora, in Italia “l’ambizione di efficienza energetica è troppo debole rispetto agli obiettivi dell'Ue”, e oltretutto il piano climatico nazionale è stato redatto senza tenere alcuna consultazione di nessun tipo.

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Gli studiosi: “C’è poca ambizione”

“Il nostro lavoro dimostra che gli Stati membri dell'Ue chiaramente non sono in linea con la traiettoria zero al 2050”, sintetizza Julien Pestiaux uno degli autori dello studio. “A parte poche eccezioni, i Paesi dell’Unione europea mostrano anche scarsa ambizione quando si tratta di raggiungere concretamente i propri obiettivi su energie rinnovabili ed efficienza energetica”. Insomma, tante belle parole, e poi pochi risultati.

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