Nuovi Ogm: per la Corte Ue la maggior parte va esentata dalla normativa comunitaria

Avviso dell'Avvocato generale sulle tecniche di mutagenesi, quelle che escludono incroci con il DNA proveniente da altre specie: a loro non va applicata la normativa Ue su autorizzazioni e tracciabilità degli OGM. Sconfitto, per il momento, il ricorso della Confédération paysanne di José Bové

ANSA/STEFANO SECONDINO

Gran parte dei nuovi OGM vanno esentati dalla normativa sugli OGM. E' questo, in sintesi, il parere espresso oggi dall'Avvocato generale della Corte di Giustizia della Ue Michal Bobek sulla mutagenesi, l'insieme di tecniche che permettono il passaggio di geni solo all'interno della stessa specie. In pratica quelle manipolazioni che modificano una pianta o un seme attingendo a geni solo di altre piante della stessa specie e non da piante di specie diverse o dal DNA di animali.

Il dibattito sugli OGM 2.0 

Il parere dell'Avvocato rilancia di fatto il dibattito in Europa sulle NBT, le New breeding techniques. Si tratta in pratica degli OGM di seconda generazione, sul cui status si scontrano da anni ambientalisti e comunità scientifica, e su cui la Commissione Ue non ha ancora preso una posizione chiara, rimanendo al palo, su una posizione di "riflessione" e di attesa tra le altre cose della sentenza definitiva della Corte Ue.  

La battaglia di José Bové e degli agricoltori francesi

La normativa Ue sugli OGM del 2001 ha al suo interno un'esenzione inserita fin dall'inizio per la mutagenesi, che a inizio millennio si realizzava ancora con metori tradizionali, come gli incroci, o casuali. Ora, che la mutagenesi si realizza in laboratorio con moderne tecniche di gene editing, non è più la stessa cosa, sosteneva Confédération paysanne al momento di presentare ricorso di fronte al Consiglio di Stato francese, che poi girava la patata bollente alla Corte del Lussemburgo.

Il sindacato agricolo francese guidato per anni dall'attivista ambientalista, ed ora eurodeputato, José Bové, inoltrava il ricorso assieme ad altre otto associazioni, con la richiesta, di fatto, di considerare le nuove teniche di mutagenesi come tutti gli altri OGM, quindi senza il diritto di esenzione dagli obblighi di autorizzazione, tracciabilità e monitoraggio imposta dalla normativa Ue. "L’utilizzo di varietà di sementi resistenti a un erbicida ottenute mediante mutagenesi comporta il rischio di gravi danni all’ambiente nonché alla salute umana e animale", si legge nella loro richiesta.

Avvocato Corte: "Sono OGM ma devono continuare a godere delle deroghe"

Gli organismi prodotti per mutagenesi, sostiene oggi l'Avvocato generale della Corte Ue, pur essendo da considerare come OGM, devono poter continuare a godere dell'esenzione prevista per la mutagenesi nel 2001, sempre che mantengano il principio secondo cui sono figli di una manipolazione genetica avvenuta attingendo da geni della stessa specie. In sostanza per l'Avvocato Bobek vale il risultato finale, che deve rimanere fedele ai limiti della specie, e non la tecnica utilizzata per arrivare a quel risultato, che siano gli incroci tradizionali o il moderno gene editing. In sostanza una sconfitta per Bové e soci.

L'unico punto eventualmente a loro favore nasce dal fatto che l'Avvocato Bobek lascia gli Stati liberi di "legiferare sugli organismi ottenuti per mutagenesi", quindi di imporre delle limitazioni alla deroga europea. 

Via libera ai nuovi OGM?

Se accolto dalla Corte Ue, il parere dell'Avvocato segnerebbe un punto di non ritorno nel dibattito sui nuovi OGM. La mutagenesi racchiude al suo interno le tecniche di gene editing che sono le più promettenti tra le New breeding techniques. Pertanto, i semi, piante e frutti prodotti tramite questa innovativa tecnica potrebbero essere immessi nel mercato europeo senza dover sottostare alla normativa comunitaria sugli OGM. Sempre che uno Stato membro non legiferi in senso contrario.

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