Emissioni dei veicoli pesanti, Verdi contro Berlino: “Pensa prima all’industria poi alle persone”

Bruxelles vuole un taglio del 30% dei gas Co2 entro il 2030, ma per gli ambientalisti non basta e puntano il dito contro la Germania: “Ha impedito di stabilire obiettivi più ambiziosi”

I veicoli pesanti sono responsabili del 27% delle emissioni di anidride carbonica dovute al trasporto su strada in tutta l’Ue. Un tasso di inquinamento destinato a crescere per via dell’aumento del traffico merci su gomma. Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla riforma delle regole del settore con cui sperano di tagliare queste emissioni del 30% entro il 2030. Secondo i piani di Bruxelles, entro il 2025 almeno il 2% dei nuovi veicoli pesanti dovranno circolare a zero o basse emissioni. Questa disposizione mira a incentivare i produttori a investire in alternative più pulite ai camion che vanno a diesel.

Critici gli ambientalisti

Ma per gli ambientalisti non è abbastanza. “È tempo che gli Stati membri tirino il freno sul loro miope supporto ai motori a combustione”, ha affermato l'eurodeputato dei Verdi Bas Eickhout, secondo cui va incoraggiato “lo sviluppo di alternative più ecologiche”. Il deputato olandese ha anche attaccato l’atteggiamento dei singoli Paesi, sottolineando che ritiene “vergognoso che alcuni governi mettano ancora gli interessi della loro industria davanti agli interessi della gente”. In particolar modo Eickhout ha puntato il dito contro “la Germania” e “altri Stati dell’Europa centrale” colpevoli di aver “impedito di stabilire obiettivi più ambiziosi”. 

Emissioni in aumento

I veicoli pesanti, oltre a essere responsabili del 27% delle emissioni di CO2 di tutti i mezzi su strada, causano il 5% delle emissioni di gas serra a livello europeo. Dal 1990, le emissioni dei veicoli pesanti sono aumentate del 25%, principalmente a causa dell’aumento del traffico merci su strada. in assenza di nuove politiche, si prevede che aumentino ulteriormente. In linea con gli accordi di Parigi, la Commissione disporrà nuovi obiettivi di riduzione della CO2 nel 2022.  L’accordo raggiunto da Parlamento e Consiglio deve passare ora all'approvazione formale dell'Assemblea comunitaria e dei governi.

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