Strasburgo: "Tagliare del 40% le emissioni auto entro 2030". M5s esulta, la Lega vota contro

Approvata una risoluzione in Plenaria per chiedere agli Stati impegni maggiori contro lo smog. Pd e Movimento 5 stelle: "Rivoluzione del trasporto stradale". Polemica la lobby dei produttori. Forza Italia: "Target troppo alto, non aiuta l'ambiente ma distrugge posti di lavoro e crescita"

© European Union

I trasporti sono uno dei settori in cui le emissioni di gas a effetto serra sono ancora in aumento. Per rispettare gli impegni assunti alla COP21 nel 2015, è quindi necessario accelerare la decarbonizzazione. Con questo obiettivo il Parlamento europeo ha chiesto un taglio del 40% delle emissioni di CO2 delle nuove auto entro il 2030, un obiettivo molto più alto del 30% indicato dalla Commissione europea.

Dal voto, a uscire sconfitta è soprattutto l'industria dell'auto, che chiedeva target meno stringenti. Soddisfazione, invece, dai banchi di Pd, Verdi e Movimento 5 stelle, che hanno sostenuto il testo. Una relazione su cui pero' la maggioranza gialloverde in Italia si è spaccata: il Carroccio ha infatti votato contro in modo compatto, insieme a Forza Italia e al resto del centrodestra.

Cosa prevede il testo

Secondo il testo approvato dalla plenaria di Strasburgo con 389 voti a favore, 239 contro e 41 astenuti, i costruttori le cui emissioni medie di CO2 supereranno tali obiettivi dovrebbero pagare un'ammenda al bilancio dell'Ue. L’Europarlamento ha chiesto anche un obiettivo intermedio del 20% entro il 2025, con anno di riferimento il 2021. Secondo i deputati le case automobilistiche dovranno inoltre garantire che i veicoli a emissioni zero e a basse emissioni - ZLEV (auto elettriche o veicoli che emettono meno di 50 g CO2/km) abbiano una quota di mercato del 35% sulle vendite di nuove auto e furgoni entro il 2030 e del 20% entro il 2025.

I 5 Stelle: "Una rivoluzione"

L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Eleonora Evi, ha parlato di “rivoluzione del trasporto stradale”, rivendicando che “grazie a questo voto le emissioni inquinanti caleranno, ci sarà un miglioramento della qualità dell’aria e quindi meno decessi causati dall’inquinamento”. Oggi, ha spiegato, “sul mercato ci sono solo 20 modelli di auto elettriche e altrettanto poche ibride, contro i 417 modelli a combustione convenzionale. Fra qualche anno, questo dato si invertirà”.

L'opposizione dei popolari

Contrari al provvedimento sono stati però i popolari, principale gruppo dell’Aula, che avrebbero voluto fermarsi a un target del 35%. L’obiettivo del 40% "non aiuterebbe l'ambiente, ma piuttosto distruggerebbe posti di lavoro e crescita in Europa”, ha dichiarato Jens Gieseke, capogruppo popolare in commissione ambiente, secondo cui “è fondamentale fare tutto il possibile per proteggere l'ambiente e rimanere ambiziosi, ma dobbiamo rimanere realisti”.

La relatrice: "Ambiente e lavoro complementari"

“Alcuni vedono uno scambio tra lavoro e ambiente. Io vedo le due cose come complementari”, ha risposto la socialista Miriam Dalli, relatrice del provvedimento, ricordando che “anche la valutazione d'impatto della Commissione afferma che un obiettivo del 40% creerà 69mila posti di lavoro nel caso in cui dobbiamo ancora importare batterie e 92mila se le batterie saranno prodotte nell'Ue”. Allo stesso tempo però, riconosce, “circa 12mila posti di lavoro nel settore automobilistico in tutta l'Ue potrebbero essere persi con l'obiettivo del 40% in un periodo di 12 anni a causa del fatto che specifici fornitori di parti non saranno più necessari”. Per questo la relazione chiede anche che l’Ue dovrebbe promuovere lo sviluppo delle competenze e la ridistribuzione dei lavoratori del settore, in particolare nelle regioni e nelle comunità più colpite dalla transizione, attraverso strumenti di finanziamento dell'Unione più forti. I ministri dell'Ue adotteranno la loro posizione comune il 9 ottobre. I negoziati con i deputati al Parlamento per un accordo in prima lettura inizieranno il 10 ottobre.

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