Il diesel come le sigarette: “Uccide 5 volte più della benzina”. E a breve potrebbe costare di più

Per l'Organizzazione mondiale della sanità causa il cancro al polmone. Uno studio gli attribuisce 100mila morti premature all'anno in tutta Europa. E in alcune stazioni in Belgio è diventato il carburante più costoso

ANSA/ANGELO CARCONI

“Le emissioni dei motori diesel causano il tumore del polmone”. Lo scrisse nero su bianco l'Organizzazione mondiale per la sanità nel 2012. Per la precisione, fu lo Iarc, il centro internazionale di ricerca sul cancro dell'Oms, a stabilire che “le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state all'unanimità”: il diesel è cancerogeno. Una “sentenza” che ritorna oggi con forza al centro del dibattito, dopo che i giudici tedeschi hanno autorizzato i Comuni a vietare la circolazione delle auto a gasolio nei centri urbani. Cosa che la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato farà la Capitale a partire dal 2024.

Smog e Dieselgate

Il diesel, insomma, è sotto attacco. E lo è soprattutto in quei paesi europei dove i risultati della lotta allo smog continuano a essere sconfortanti. Come la Germania e l'Italia, per l'appunto, nel mirino dell'Ue per i livelli d'inquinamento dell'aria al di sopra dei limiti di legge. 

Il caso tedesco, poi, si lega a doppio filo con lo scandalo che ha travolto uno dei pezzi grossi della sua manifattura, la Volkswagen, i cui veicoli a diesel erano stati dotati di dispositivi che “truccavano” al ribasso i valori delle emissioni inquinanti in atmosfera. La casa automobilistica tedesca è corsa ai ripari, ma lo scandaldo Dieselgate ha aperto la strada alla battaglia contro questo tipo di combustibile. Che rappresenterebbe un pericolo invisibile non solo per l'ambiente, ma anche e soprattutto per la salute umana

10mila morti all'anno

Seconso l'Oms, i fumi del gasolio sono carichi di particelle minuscole, che vengono ulteriormente frazionate (ed è il paradosso emerso con il Dieselgate) dai filtri di scarico, e che possono così farsi strada agevolmente nei nostri polmoni. Risultato: secondo una ricerca di pochi mesi fa pubblicata su Environmental Research Letters ogni anno circa 10mila morti premature in Europa possono essere attribuite alle emissioni di automobili, furgoni e veicoli commerciali leggeri alimentati a gasolio, e in particolare alla concentrazione di ossidi di azoto nei loro gas di scarico. 

Non per niente le polveri sottili (le Pm10 e le Pm2,5) sono da anni nel mirino delle amministrazioni comunali come principale causa di smog, e non aumentano tanto con l'aumentare del traffico, quanto con l'uso massiccio degli impianti di riscaldamento, che vanno quasi tutti a gasolio. Di certo il combinato disposto traffico-riscaldamento porta a sforamenti periodici dei limiti di Pm10 nelle città (fissati a 50 microgrammi per metro cubo), che costringono i municipi a palliativi come blocchi, targhe alterne, domeniche ecologiche. 

Lo stesso studio, condotto da ricercatori austriaci, ha stabilito che se le auto diesel avessero i livelli di emissione di ossidi di azoto pari a quelle a benzina le morti premature si ridurrebbero addirittura dell'80%. In altre parole, uccide cinque volte di più. E' di oggi, poi, la notizia che in diverse stazioni di servizio del Belgio, il prezzo del diesel ha superato per la prima volta quello della benzina, diventando il carburante più costosio. 

Come amianto e sigarette

Il risultato è la decisione dell'Oms, che ha "promosso" le emissioni diesel nel gruppo 1, quello delle sostanze cancerogene certe, soprattutto per il cancro al polmone (ma anche per quello alla vescica), a fare compagnia a sostanze come l'arsenico, l'amianto, il carbone, il cadmio e, chiaramente, le sigarette. Nel complesso, l'Oms stima che l'inquinamento atmosferico causi nel mondo circa 3,7 milioni di decessi, 800mila in Europa. In Italia si contano 30mila morti l'anno solo per il particolato fine, pari al 7% del totale. 

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