Diesel in crisi e blocco traffico in tutta Europa, così la Germania prova a salvare le sue auto

Dopo una lunga maratona notturna, la cancelliera Angela Merkel e i ministri di Trasporti e Ambiente hanno presentato una proposta per far fronte a scandali e blocchi del traffico. Non solo in terra tedesca. Ma alle ong ambientaliste il piano non piace e annunciano battaglia in tribunale 

Il diesel è in crisi profonda. Prima lo scandalo dei dispositivi usati da Wolkswagen e altre case automobilistiche tedesche per truccare i dati su consumi ed emissioni reali. Poi, la crociata delle città di mezza Europa contro l'inquinamento prodotto da questi veicoli. E mentre il prezzo del carburante continua a salire, legislatori e ong europei stanno facendo pressioni per aumentare i target di riduzione delle emissioni di Co2 delle vetture, a partire proprio da quelle diesel. 

Ecco perché la cancelliera Angela Merkel, che nell'industria auto ha il suo core business politico (impiega 800mila persone e rappresenta un quarto del Pil tedesco), ha convocato una lunga riunione notturna con i suoi ministri dei Trasporti e dell'Ambiente per elaborare un piano di salvataggio del diesel.

L'accordo

La maratona si è conclusa con una bozza di accordo che tenesse in equilibrio le varie anime della sua maggioranza, quella “bavarese” più sensibile alle richieste dell'industria, e quella “verde” più attenta a salvaguardare salute e ambiente dei centri urbani tedeschi soffocati dallo smog. 

Cresce il numero di auto inquinanti in Europa

Il piano, anche se ancora in una fase preliminare, dovrebbe applicarsi alle 14 città più inquinate della Germania, dove lo smog supera i 50 microgrammi di biossido di azoto per metro cubo. Dimenticando, per il momento, le altre 41 località tedesche che violano i limiti Ue di qualità dell'aria.

Al centro della proposta, ci sono una serie di incentivi rivolti agli automobilisti per lasciare i vecchi diesel più inquinanti e acquistare un modello nuovo più pulito. L'incentivo potrebbe essere usato anche per “aggiornare” il software dei sistemi di scarico dei veicoli. “Vogliamo evitare i blocchi del traffico e garantire il futuro del diesel", ha spiegato il ministro dei Trasporti Andreas Scheuer.

Soddisfatta l'industria

L'industria automobilistica favorirebbe una sorta di “programma premium”, che si applicherebbe immediatamente ai proprietari di auto più sporche e vecchie che rispettano gli standard Euro 4 ed Euro 5. Daimler ha fatto sapere che offrirà agli automobilisti fino a 5mila euro di incentivi e anche Volkswagen e Bmw seguirebbero l'esempio. 

Diesel, nuovo scandalo in Germania

L'obiettivo è ridare lustro a un diesel la cui immagine è più che offuscata: “Le proposte del governo tedesco offrono l'opportunità di rendere il dibattito più obiettivo e in tal modo riacquistare fiducia nella tecnologia diesel", sostiene il lobbista più influente dell'industria automobilistica tedesca Bernhard Mattes, capo della Verbandes der Automobilindustrie (VdA).

Ambientalisti sul piede di guerra

Se l'industria auto plaude alla prima bozza del piano, non sono dello stesso avviso le associazioni ambientaliste e quelle dei consumatori. Prima di tutto perché il sistema di incentivi previsto favorirebbe le vendite di nuovi diesel e un aggiornamento “soft” dei vecchi veicoli, piuttosto che un reale rinnovamento “ecologico” del parco auto. 

Per esempio, gli ambientalisti chiedono ai produttori di rimborsare agli automobilisti che non possono permettersi una nuova auto i costi di installazione di sistemi di riduzione catalitica selettiva. E non solo l'aggiornamento, molto più economico, del software. Il problema di questi sistemi, dal punto di vista dell'industria, è che, pur consentendo una riduzione notevole dell'inquinamento, provocano dall'altra parte un aumento sensibile dei consumi e “una perdita di comfort”, per usare le parole di Volkswagen.

Tribunale dà ragione agli ambientalisti: giusti divieti auto nei centri urbani

Ma ambientalisti e i Verdi non vogliono sentire ragioni. Per loro, il piano attuale del governo federale è “un fallimento”, dice Jürgen Resch, a capo dell'ong Deutsche Umwelthilfe, che minaccia: “Per garantire l'aria pulita in tutta la Germania, l'unica soluzione è l'intervento dei tribunali”. Del resto, l'ong ha ben 34 casi in corso a livello nazionale contro la circolazione dei diesel nei centri urbani e ha già ottenuto vittorie a Stoccarda e Francoforte

A preoccupare i produttori di auto ci sono anche le pressioni a livello Ue, dove è in corso un braccio di ferro tra lobby industriali e Commissione da un lato, e ambientalisti e un pezzo ampio del Parlamento dall'altro: i primi chiedono una riduzione delle emissioni della auto del 30% entro il 2030. I secondi, vogliono target molto più stringenti, anche nel passaggio a veicoli ibridi ed elettrici. 
 

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