L'accusa dei Verdi: "In ENEL ed ENI i campioni dei conflitti di interesse nel settore energetico in Italia"

Gli ecologisti del Parlamento Ue presentano uno studio sulle porte girevoli e l'industria dei combustibili fossili in 11 paesi europei. Conflitti di interesse tra i campioni nazionali con sei casi registrati tra ENI ed ENEL

EPA/Zsolt Czegledi HUNGARY OUT

Politici che passano all'industria dell'energia (fossile) e pezzi dell'industria che vengono riciclati in cariche istituzionali: conflitti di interesse e combustibili fossili sono un binomio che funziona molto bene in Europa ed anche in Italia - sponda Eni ed Enel - accusano i Verdi del Parlamento europeo. Gli ecologisti hanno presentato oggi a Bruxelles un rapporto ad hoc che fa il punto su 13 paesi, Italia compresa, e dal titolo che è tutto un programma, “Porte girevoli e l’industria dei combustibili fossili”. Per porte girevoli si intende l'intercambio tra industria e politica.

Il caso Italia 

Di tutti i Paesi coperti dal report, l’Italia èquello che, secondo l’OECD, organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, "fornisce la quantità più elevata di sussidi al settore dei combustibili fossili". Nel 2016 l’Italia ha dato oltre 12 miliardi di euro in sussidi ai combustibili fossili mentre la Spagna nello stesso anno si è fermata a 2 miliardi. 

La maggior parte degli esempi di “porte girevoli” riscontrati durante la redazione del report sono istanze di consiglieri o membri del gabinetto, piuttosto che di Ministri o legislatori. "Mancano dati concreti sull’impatto specifico che la pratica della 'porta girevole' potrebbe  stare avendo sulle politiche climatiche ed energetiche in Italia", scrivono i Verdi in una nota, "ma se si guarda all’Indice 2018 sulla Prestazione del Cambiamento Climatico, che riflette gli sforzi di un paese nella direzione di una società a bassa intensità energetica e a basse emissioni di carbonio, l’Italia è classificata 26esima su 60, ottenendo solamente un punteggio 'medio'". 

Le porte girevoli che portano all'ENI o all'ENEL

Gli ecologisti fanno inoltre notare che la Fornitura Totale di Energia Primaria Italiana è dominata dal gas (36%) e dal petrolio (36%), entrambi dominati da ENI ed ENEL, i due colossi energetici del Paese. E che quindi siano queste due società a dominare i casi-studio: ci sono casi di pratiche di “porte girevoli” in ENI, "compreso Pasquale Salzano, l’attuale Ambasciatore al Qatar, dove ENI ha interessi d’affari, che precedentemente era Vice Presidente Esecutivo della compagnia". Ed altri per l'ENEL. Gli ecologisti fanno anche i nome dell'exeurodeputato e deputato PD Lapo Pistelli, di Chicco Testa, anche lui ex deputato PDS e quindi a capo dell'ENEL, di Gianluca Comin, dall'Ufficio stampa del ministero ai lavori pubblici all'Ufficio relazioni esterne dell'ENEL, Francesco Luccisano, vari ruoli in più dicasteri prima di approdare anche lui all'ENEL., e Giovannantonio Macchiarola, un passato in NCD e un presente all'ENI. 

Affronte, Verdi: "Risolvere quanto prima il tema dei conflitti di interesse"

“Per noi la priorità è che questo tema dei conflitti di interesse entri in agenda e sia risolto quanto prima” - dice Marco Affronte, Europarlamentare del Gruppo Verdi e delegato alle COP21, COP22 e COP23 - “o sarà il classico elefante nella stanza che bloccherà i negoziati. Il tempo scorre inesorabile e non possiamo permetterci ulteriori rinvii nell’adozione e nell’applicazione di quanto deciso a Parigi. In Polonia, alla COP24, saranno già passati tre anni invano. I Cambiamenti Climatici invece vanno avanti inesorabili".

"E’ allucinante - insiste Affronte - che la Commissione Europea stia al fianco di Canada e USA nel voler evitare questo tema, ma dal nostro report si capisce anche perché: i conflitti di interesse sono ovunque. Purtroppo qui in Italia - prosegue l'eurodeputato dei Verdi - nessuno sembra farci caso: abbiamo cercato di proporre il report a vari giornali, e la risposta è sempre stata che ‘da noi le cose funzionano così’, che ‘sono cose che si sanno’ e che ‘ormai sono storie vecchie’. Abbiamo un problema enorme, e siamo lontanissimi dal risolverlo. Come se non bastasse siamo il Paese che eroga più sussidi alle Fonti Fossili. Ditemi voi a cosa serve la Strategia Energetica Nazionale con l’abbandono del carbone se poi dall’altra parte…”

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