La Cina come l'Europa: un mercato delle emissioni per rallentare il riscaldamento globale

L'annuncio di Pechino accolto con favore dall'Ue. L'Ets dovrebbe partire nel 2019 e riguarderà solo il settore energetico. Ma nonostante questo limite, il valore degli scambi di Co2 sarà il doppio di quello europeo

EPA/HOW HWEE YOUNG

Se gli Usa di Trump si defilano dagli accordi di Parigi, Pechino lancia un messaggio al resto del mondo sulle sue intenzioni circa la lotta al cambiamento climatico: presto le industrie cinesi dorvranno pagare per le loro emissioni di anidride carbonica. E questo perché, stando a quanto comunicato dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme, dal 2019 dovrebbe partire il primo mercato Ets della Cina, ossia il mercato dello scambio di emissioni di Co2. Un mercato che potrebbe diventare il più grande di questo tipo al mondo. Dando un contributo notevole al contrasto al riscaldamento globale. Almeno queste sembrano le intezioni.  

Il sistema Ets

L'Europa ci spera, anche perché cosi' facendo la Cina si allineerebbe al sistema in vigore da tempo per le imprese dell'Ue. Il principio è quello del “chi inquina paga”: le imprese hanno l'obbligo di contenere le emissioni e se eccedono devono acquistare la quota in più sul mercato. Grazie a questo metodo, in Europa si scambiamo 1,4 milioni di tonnellate di Co2 all'anno per un valore di 14 miliardi. La road map cinese prevede per il momento che l'Ets copra solo il settore energetico, contro gli 8 comparti inizialmente previsti. A ogni modo, si tratta di 1.700 imprese che insieme rappresentano quasi la metà delle emissioni di tutte le industrie cinesi, ossia ben 3 miliardi di tonnellate di Co2, il doppio rispetto all'intero Ets europeo.

Da questi numeri si capisce l'impatto mondiale che potrà avere il mercato cinese sull'inquinamento globale:  quando tutti i settori saranno coperti, il 15% delle emissioni di carbonio del mondo sarà coperto da un solo mercato.  Al momento non è stata annunciata una data per l'assegnazione delle quote ma è stata messa a punto solo una tabella di marcia. Ci si aspetta che il prossimo anno venga rafforzata la base legale e il 2019 servirà come periodo di prova per il mercato. 

Le reazioni in Europa

Per il commissario Ue all'Ambiente Miguel Arias Canete, l'iniziativa cinese “invia un segnale molto forte: il mondo sta cambiando. L'Ue e la Cina sono impegnate nello scambio di emissioni, due importanti attori internazionali stanno sostenendo i mercati del carbonio come uno strumento chiave per ridurre le emissioni e immettere un prezzo sul carbonio”. Secondo l'eurodeputato socialista Jo Leinen, l'Ets di Pechino “darà una spinta all'azione globale per il clima”, ma “ci vorrà del tempo perché il mercato del carbonio cinese evolva verso un vero e proprio sistema di scambio delle emissioni”. 

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