“Cacciatori come nazisti”. E al convegno pro-caccia del Pd a Bruxelles si sfiora la rissa

Momenti di tensione all'incontro promosso al Parlamento europeo dalla dem Briano dopo l'intervento dell'animalista tedesco Eck (Gue): "Stabilire il confine tra giusto e sbagliato"

Foto Ansa

I cacciatori come i nazisti. Doveva essere un incontro per discutere del ruolo nella caccia nella salvaguardia del territorio e su come comunicare l’importanza dell’attività venatoria nell’era dei social media e del giornalismo online. Ma l'evento promosso al Parlamento europeo a Bruxelles dalla deputata del Pd Renata Briano e dai rappresentanti della Face (Federazione europea delle associazioni per la caccia) ha rischiato di finire in rissa. Tutta "colpa" dell'intervento ultra critico del tedesco Stefan Eck, deputato della Sinistra unita Gue e fervente animalista, che prendendo la parola si è lanciato in un parallelo tra i difensori dell’arte venatoria e il regime di Hitler. 

“Voi dite che la caccia va tutelata in quanto tradizione, ma le tradizioni in sé non possono garantire la correttezza morale, le tradizioni possono essere buone o cattive”, ha sottolineato Eck chiedendo di non usare l'argomento della tradizione per difendere la caccia in quanto , “se gli antichi romani o Adolf Hitler fossero ancora qui riuscite a immaginare cosa sarebbe ‘tradizione’ in Europa?”.

Pochi minuti prima, Joe Perici-Calascione, presidente della federazione maltese per la caccia e la conservazione aveva difeso l’attività che lo appassiona: “Molte tradizioni della nostra cultura, che per secoli hanno fatto parte della nostra vita, oggi vengono messe in discussione e prese di mira come obsolete, arcaiche o rinunciabili. La caccia è una dei queste”, ha precisato Calascione prima di sostenere che i giornalisti nel trattare la figura del cacciatore hanno troppi preconcetti.

Tra i relatori c’era anche Patrizia Filippi, autrice del libro Il cacciatore in favola, che ha specificato di aver scritto “per spiegare ai nostri bambini perché il nonno o il papà andavano a caccia”. La scrittrice esordiente, che vive in Trentino Alto Adige, ha poi evidenziato che lo scoglio più grande da affrontare è stato quello di “avvicinare i bambini alla natura: mentre noi siamo cresciuti nel bosco, al giorno d’oggi i bambini hanno la PlayStation, la televisione e hanno poco tempo per diventare affini alla natura”.

Argomentazioni che non hanno convinto Eck, il quale ha sostenuto anche che “il veganismo è necessario per la sopravvivenza dell’umanità”, attirando le reazioni sconcertate dei partecipanti al convegno, che hanno comunque ascoltato le considerazioni di Eck. In conclusione dell’evento, Briano ha ringraziato il collega animalista “per essere venuto a parlare, nonostante la platea” e per aver posto dei problemi che, secondo la parlamentare dem, rappresentano “il nodo su cui dobbiamo cercare di comunicare”.

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Commenti (1)

  • Le tradizioni portano con loro un business consistente, si arrabbiano perché parlano di soldi e non di caccia, abituati a consumare quintali di carne non sono in grado di trovare un equilibrio, guardo con sospetto anche i vegani perché nell'equilibrio ci potrebbe essere la risposta. In italia ammazzano gli animali anche per fare riti tribali -messe nere- perché c'è devianza diffusa ed anche sta gentaglia 'tra le righe' parla di soldi. Litigano per soldi si ammazzano per soldi e ammazzano per soldi.

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