Bruxelles contro Roma sui rifiuti: “Multe Ue finché tutte le discariche non saranno a norma”

Il commissario europeo all’Ambiente critica la gestione capitolina della raccolta differenziata. Poi promette fondi per aumentare il riciclaggio

Dalle oltre 200 discariche non a norma accertate nel 2014, l’Italia è scesa sotto i 50 impianti ancora da convertire o bonificare. Ma finché ci saranno centri di raccolta irregolari, la Commissione europea non porta fare altro che multare il Belpaese. Lo ha detto il commissario Ue all’Ambiente, il lituano Virginijus Sinkevicius, nel corso di un’intervista con la testata online Euractiv. L’esponente dell’esecutivo europeo è tornato anche sul tema caldo della gestione del ciclo dei rifiuti da parte della giunta capitolina e della Regione Lazio. 

Le critiche

“La situazione dei rifiuti a Roma si fa notare”, ha detto. “Gli impianti di trattamento dei rifiuti organici e delle discariche sono insufficienti - sostiene Sinkevicius - e ci sono state segnalazioni di problemi concreti che la raccolta e la gestione pongono alle autorità responsabili per la raccolta e la gestione di tutti i rifiuti prodotti”. Il commissario ha inoltre criticato la pratica della spedizione dei rifiuti verso le altre regioni italiane: “Non è la soluzione migliore”.  

Il piano

“Siamo ben consapevoli delle difficoltà di Roma - ha aggiunto Sinkevicius  - in parte dovute ai forti flussi della popolazione, ma i problemi di fondo devono ancora essere affrontati”. “È in corso di approvazione un nuovo piano di gestione dei rifiuti per la Regione Lazio - ha sottolineato nel corso dell’intervista - e mi auguro che corrisponda alla nuova normativa comunitaria sulla gestione dei rifiuti adottata nel 2018”.

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Le sanzioni

Ma la questione romana risulta solo la punta dell’iceberg di un problema che riguarda l’intero Paese. “In Italia - ricorda il politico lituano - il problema delle discariche è ancora molto reale e una maggiore circolarità, combinata a ulteriori sforzi per una corretta gestione dei rifiuti, porterebbe notevoli benefici”. Per invertire la rotta, Stato ed enti locali potrebbero accedere ai “fondi Ue disponibili per progetti di selezione rifiuti, raccolta differenziata e aumento del riciclaggio”. Anche perché a partire dal 2014 “la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha imposto sanzioni finanziarie all’Italia per almeno 200 discariche non conformi”. “La Commissione - ricorda Sinkevicius - deve applicare questa sanzione fino a quando tutte queste discariche non saranno rese conformi” alla normativa europea.

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