Bike economy, in Europa i benefici delle due ruote valgono 513 miliardi

Il calcolo dell'European Cyclists' Foundation, che analizza gli introiti diretti per l'economia e quelli indiretti legati a risparmi su salute e consumi energetici. In Italia, oltre 5.700 persone sono impiegate nel settore 

@European Union

C'è un settore in Europa che per Pil vale più della ricchezza prodotta in un anno da tutto il Belgio: è la bike economy, l'economia della bicicletta, sempre più in crescita nei 28 paesi Ue. Secondo gli ultimi dati disponibili, l'8% degli europei usa principalmente le due ruote (senza motore) come principale mezzo di trasporto. Facendo muovere un giro d'affari pari a 63 miliardi all'anno. Ma la bici è anche e soprattutto risparmio di tempo, spazio, salute, ambiente ed energia: mettendo insieme queste voci, stando a uno studio della  European Cyclists' Federation, la lobby dei ciclisti europei, il Pil generato dalla bike economy arriva a 513 miliardi.

I posti di lavoro

L'Italia, in questo business, è tra i laeder europei: secondo una recente indagine di Conebi, il nostro paese è al secondo posto per numero di occupati nel settore della bicicletta, con 5.700 persone impiegate. Meglio di noi fa solo la Germania. Sempre secondo Conebi, in Europa ci sono oltre 800 aziende che operano nel settore, dando lavoro a 90mila persone, direttamente o con l'indotto: una crescita costante, dato che nel 2012 erano 70mila. 

I risparmi

Come dicevamo, pero', la bike economy è composta da più voci. E il grosso lo fanno i risparmi che l'uso della bici consente. Stando ai calcoli della  European Cyclists' Federation, solo per quel che riguarda la salute, i minori costi a carico di cittadini e sanità pubblica ammontano in tutta l'Ue a 191 miliardi. Altri 18 miliardi arrivano dai risparmi derivanti dal minor inquinamento e dal minor consumo di energia, mentre il minore impatto sulle infrastrutture consente di evitare spese per 30 miliardi. 

E l'Ue che fa?

A fronte della crescita dell'uso della bici, l'Ue sembra non investire più di tanto nel settore. Tra il 2014 e il 2020, Bruxelles ha destinato agli Stati membri circa 2 miliardi per piste ciclabili, contributi alla produzione e progetti di mobilità alternativa. L'Italia è il settimo paese per assorbimento dei fondi con 44 milioni di euro.

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