Green Economy, le banche non sostengono la lotta al cambiamento climatico

Un rapporto svela che i presti dei maggiori istituti mondiali continuano a dirigersi verso l'economia fossile. “La portata della crisi climatica richiede un intervento più radicale”

Foto Ansa EPA/WILL OLIVER

La Green Economy si sta diffondendo sempre di più nel mondo, con una transizione spinta sia dalla crescente preoccupazione dei cittadini per l'impatto sul clima, che dalle opportunità che questo nuovo settore fornisce allo sviluppo economico.

Il rapporto

Eppure a quanto pare il settore bancario non starebbe sostenendo abbastanza questa trasformazione i prestiti degli istituti finanziari continuano a concentrarsi principalmente verso aziende che usano ancora combustibili fossili. Lo afferma un report del Boston Common Asset Management dal titolo “Banking on a Low-Carbon Future: Finance in a Time of Climate Crisis”. Come racconta Euractiv lo studio afferma che gli sforzi per rendere verde il settore finanziario sono stati "in gran parte superficiali" con le banche che "non riescono a cambiare le loro pratiche di prestito o di investimento" verso iniziative finanziarie sostenibili. I ricercatori hanno raccolto dati su 58 delle più grandi banche del mondo, tra cui HSBC, JP Morgan Chase e BNP Paribas.

Impegni non mantenuti

Secondo i risultati nonostante la stragrande maggioranza delle banche (69%) abbia approvato le linee guida della Taskforce sulle Climate-related Financial Disclosures (TCFD), poche le hanno tradotte in pratica e così solo il 50% delle banche ha sostenuto imprese ad alte emissioni di carbonio nelle loro strategie di transizione, solo il 12% ha chiesto ai clienti di quel settore di adottare le linee guida TCFD e soltanto il 16% ha escluso i clienti coinvolti nella deforestazione. Al contrario il finanziamento per progetti di combustibili fossili continua ad aumentare ogni anno, raggiungendo gli 1,7 trilioni di euro nel 2016-2018.

Serve cambiamento radicale

"La portata della crisi climatica richiede una trasformazione più radicale del settore bancario", ha dichiarato Lauren Compere del Boston Common Asset Management che in una nota lamenta: "I nostri risultati indicano una sistematica riluttanza da parte delle banche a richiedere standard più elevati da parte dei clienti del settore ad alto tenore di carbonio, nonostante il fatto che ciò potrebbe ridurre notevolmente il rischio bancario e accelerare l'azione sui cambiamenti climatici".

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