Al bando la pesca a impulsi elettrici: al Parlamento Ue vince il partito degli ambientalisti. Ma solo su questo

"Bando totale" della pesca elettrica, dice Strasburgo. Al voto il nuovo regolamento Ue sulla pesca che riunisce oltre 30 atti legislativi europei e che vuole regionalizzare la politica Ue del settore

Bando totale della pesca elettrica. A Strasburgo vince il partito degli ambientalisti e non passa la richiesta avanzata dalla Commissione Ue di permettere in via sperimentale per 4 anni, per il solo Mare del Nord e per al massimo il 5% della flotta peschiera europea, una tecnica di pesca considerata "innovativa" dai suoi fautori ed una "barbarie" dai suoi detrattori. 

Scontro in mare tra PD e M5S sulla pesca elettrica

Nella partita del Parlamento hanno vinto questi ultimi, stralciando, con l'approvazione degli emendamenti 303 e 349, approvati congiuntamente con 402 voti a favore, 232 contro e 40 astensioni, la pesca a impulsi elettrici. Così facendo, gli eurodeputato chiedono il "bando totale" di tutte le tecniche di pesca che utilizzano l'elettricità, visto che quella a impulsi era l'unica cattura elettrica ancora utilizzabile. La pratica, che sfrutta gli impulsi elettrici emessi in profondità per spingere i pesci verso le reti, è al momento adottata solo da 85 pescherecci, tutti olandesi, su un totale di 87 mila imbarcazioni registrate nella flotta europea. Ossia appena lo 0,1% del totale delle imbarcazioni.

Non è ancora finita, iniziano i negoziati con il Consiglio

Chiuso il match a Straburgo, la partita si riapre a Bruxelles con i negoziati che partiranno a breve tra lo stesso Parlamento ed il Consiglio Ue, espressosi invece a favore della pesca a impulsi elettrici. Sul tavolo tra le due istituzioni finiranno anche gli altri oltre 30 atti legislativi che sono stati modificati e razionalizzati con il voto di oggi a Strasburgo sul nuovo regolamento pesca della Ue.  

Il nuovo regolamento sulla pesca

Il testo, atteso da oltre 10 anni, indica come, dove e quando i pescatori possono gettare le loro reti, garantendo - sostengono gli eurodeputati - la sostenibilità delle risorse ittiche e delle attività economiche legate alla pesca. A proposito Strasburgo indica una serie di pratiche da interdire, tra cui quella a impulsi elettrici, ed altre per ridurre le prese di pesci sotto misura e indica una lista di pesci e crostacei la cui pesca deve essere proibita. Vengono inoltre indicati dei limiti per le catture di mammiferi e degli uccelli marini e delle disposizioni speciali per proteggere gli habitat sensibili. Proibita anche la pratica di rigettare in mare i pesci a basso valore, un metodo utilizzato per aumentare il valore delle catture. 

Regionalizzare la politica europea del settore

Altro aspetto innovativo, la regionalizzazione della politica peschiera, con le decisioni sulle taglie minime, le misure di conservazione e le zone di chiusura o limitazione della pesca che verranno decise in maniera indipendente nei diversi bacini di pesca europei.

"Troppo spesso i pescatori hanno percepito le norme Ue come lontane e onerose da un punto di vista amministrativo", il commento di Renata Briano, eurodeputata PD e vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento Ue, "oggi Strasburgo ha dimostrato di voler cambiare pagina, puntando sul modello regionale, in cui le decisioni vengono prese con il coinvolgimento di coloro a cui sono destinate, vicino a chi vive il mare ogni giorno". 

Affronte, Verdi, "è anarchia, non regionalizzazione"

Una regionalizzazione che non va invece giù a Marco Affronte dei Verdi. "E' ridicolo avere una politica comune della pesca senza obiettivi comuni. La decisione adottata oggi - scrive in una nota - significa che gli Stati membri saranno liberi di definire i propri obiettivi. Ciò rischia di far sì che i pescatori che lavorano nel Mare del Nord finiscano per lavorare in condizioni diverse da quelle dell'Atlantico o del Mediterraneo. Ciò comprometterebbe completamente lo scopo di una politica comune della pesca. Questa sarà anarchia, non regionalizzazione".

"Se è positivo - continua - che la maggioranza degli eurodeputati abbia votato a favore di un divieto della pesca con impulsi elettrici, le proposte nel loro insieme sono così negative che il bilancio complessivo del file è negativo. La Commissione dovrebbe ora abbandonare la proposta. Procedere sarebbe un importante passo indietro rispetto ai significativi progressi compiuti qualche anno fa nella riforma della politica comune della pesca".

Pollice verso dal WWF

"Un'occasione cruciale persa per limitare l'impatto della pesca sugli habitat naturali", il giudizio anch'esso negativo del WWF Europa. "I membri del Parlamento Ue hanno votato per standard ambientali più bassi", insiste la Ong, in particolare per la protezione di tartarughe, in 44 mila muoiono ogni anno nelle rete dei pescatori europei, e uccelli marini, qui la strage arriva alle 200 mila unità.

Gli ambientalisti hanno vinto la battaglia sulla pesca elettrica, ma hanno perso la guerra sul regolamento.

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