“Gli aeroporti inquinano come le ciminiere”. E l'Ue pensa a una tassa sul cherosene

Anticipazioni di uno studio rivelano costi ambientali del traffico nei cieli per circa un miliardo per aeroporto. All’esame di Bruxelles c’è un'imposta sui carburanti

Foto Ansa EPA/MARCELO SAYAO

Il tema dell’impatto ambientale del trasporto aereo è al centro delle discussioni interne alla Commissione europea sull’introduzione di una tassa sul cherosene. È ormai di dominio pubblico che il crescente traffico nei cieli d’Europa causi emissioni di gas serra non più trascurabili. Ma le anticipazioni di un recente studio sui costi ambientali legati ai viaggi aerei rivela la spesa annuale shock di 33 miliardi di euro per far fronte all’inquinamento ambientale e acustico di soli 33 aeroporti europei. Un costo medio di un miliardo per aeroporto.

Le cifre

Le cifre hanno trovato ampio spazio nei giornali belgi Le Soir e La Libre, ma l’intero rapporto verrà ufficialmente pubblicato solo la settimana prossima. La notizia arriva in contemporanea con il summit della Iata - l’organizzazione internazionale del trasporto aero - che si sta tenendo a Seoul, in Corea del Sud. Un evento al quale ha partecipato anche la commissaria europea per i Trasporti, Violeta Bulc.  Sarà proprio lei a decidere se e in che modo introdurre un sistema di tassazione comunitario che vada a compensare i danni dell’inquinamento e, allo stesso tempo, a incoraggiare le compagnie aeree ad investire nella ricerca di alternative eco-sostenibili.  Nonostante le flotte aeree siano responsabili di alte emissioni di CO2, il carico fiscale nei loro confronti è, almeno in Europa, particolarmente vantaggioso.

L'analisi della Commissione

Un’analisi interna alla Commissione, diffusa pochi giorni fa da stampa e gruppi ambientalisti, rivela infatti che i Paesi Ue non prevedono alcuna tassa sul cherosene usato dagli aeromobili. Un dato che fa dell’Unione europea il “paradiso fiscale del cherosene”, come denuncia l’organizzazione Transport & Environment (T&E, trasporto e ambiente), attiva nella promozione degli spostamenti sostenibili. 

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T&E denuncia da tempo la rapida crescita di emissioni nei cieli europei che fanno del trasporto aereo “il nuovo carbone”. E l’ingresso di Ryanair nella top 10 tra i più grandi responsabili di emissioni di CO2 nell’Ue è solo la notizia simbolo di una tendenza ormai consolidata.  “Lo scorso anno, le compagnie aeree sono state le prime [imprese] per emissioni di anidride carbonica in quattro Paesi europei”, si legge in un comunicato di T&E di poche settimane fa. “I dati dimostrano che le compagnie aeree stanno sempre più occupando le posizioni di vertice precedentemente occupate dal carbone e dall'industria pesante”, si precisa.  Una bomba ecologica sopra la testa degli europei, che la Commissione potrebbe decidere di tassare e colpire prima di terminare il proprio mandato. 

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