Ong contro l'Ue: al vertice Onu solo 4 Stati dato ok a maggiore taglio emissioni

Climate Action Network (Can) ha attaccato i leader europei: “Hanno perso l'occasione di intensificare i propri impegni per il clima al 2030”

Foto Ansa EPA/HAYOUNG JEON

Nonostante si “autoproclami leader” nella lotta ai cambiamenti climatici, l'Unione europea non fa seguire le parole ai fatti e solo quattro paesi dell'Ue (Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia) hanno aderito al gruppo di 59 Stati della nuova Alleanza per l'ambizione climatica inaugurata al vertice Onu sul clima.

"Occasione sprecata"

La denuncia arriva dalla Ong Climate Action Network (Can), che ha attaccato i leader europei per "aver perso l'occasione di intensificare i propri impegni per il clima al 2030" nonostante l'appello in questo senso del Segretario generale Antonio Guterres. L'alleanza, guidata dal Cile, è composta da paesi che hanno deciso di aumentare entro il 2020 gli impegni volontari di riduzione delle emissioni previsti dall'accordo di Parigi. Undici di questi stanno già modificando i loro piani nazionali. "Nonostante milioni di persone nelle strade richiedano un'azione urgente i leader europei hanno perso un'occasione chiave per sostenere maggiori tagli delle emissioni entro il 2030. Ora tutti gli occhi sono puntati sul nuovo presidente eletto della Commissione, per mantenere la sua promessa di proporre un obiettivo climatico più elevato nei primi 100 giorni del suo mandato", ha affermato Wendel Trio del Can. Secondo Trio, "occorre ridurre le emissioni del 65% entro il 2030".

Gli obiettivi Ue

L'attuale obiettivo dell'Ue per il 2030 è la riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra, un obiettivo fissato molto prima dell'accordo di Parigi e molto inferiore alla riduzione del 65% necessaria affinché l'Ue rimanga in carreggiata, come evidenziato da una relazione speciale del gruppo intergovernativo sui cambiamenti pubblicata l'anno scorso.

Politiche energetiche

La Ong ha anche criticato i risultato del Consiglio Ue Energia dove, nonostante sia stata riconosciuta la necessità di migliorare i piani 2030 per il clima e l'energia, solo pochi paesi come Irlanda, Francia, Lettonia, Slovenia, Cipro, Bulgaria e Grecia si sono impegnati ad aumentare i loro obiettivi in materia di rinnovabili, efficienza energetica o entrambi per contribuire a colmare il divario rispetto agli obiettivi. “È giunto il momento per tutti gli Stati membri di avvicinare i propri piani agli obiettivi dell'accordo di Parigi. Il tempo stringe mentre si avvicina la scadenza per il completamento dei piani - la fine di quest'anno”, afferma l'Ong.

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