La Plastique c'est pas fantastique: la Commissione Ue dichiara guerra agli imballaggi in plastica

Presentata un'ambiziosa strategia contro l'inquinamento da plastica e per la creazione di un mercato del riciclo. Prime vittime gli imballaggi, ma anche le microplastiche. Le posate monouso potrebbero fare la fine dei sacchetti

Imballaggi in plastica. © European Union , 2017 / Source: EC - Audiovisual Service

Nel 1990 gli Elmer Food Beat, banda di rock ironico francese, lanciava l'hit la Plastique c'est fantastique raccogliendo un discreto successo in tutto il continente. Passano 28 anni e la Ue dichiara guerra ai polimeri con una serie di misure volta a raggiungere il riciclo totale degli imballaggi in plastica entro il 2030, a mettera al bando le microplastiche contenuti nei cosmetici, detergenti e vernici e a ridurre gli oggetti in plastica mono-uso come le stoviglie. Attese anche norme per ridurre l'impatto delle bottiglie d'acqua in plastica e per creare nei porti sistemi per facilitare il recupero delle plastiche raccolte in mare, proibendo, parallelamente, di rigettarle in acqua.

Creare un mercato europeo della plastica riciclata

L'obiettivo finale è quello di diminuire l'inquinamento creando al tempo stesso un nuovo mercato, al momento inesistente, quello della plastica riciclata. "Buttiamo via il 90% del valore degli imballaggi, riteniamo solo il 5% del loro valore", ha affermato Katainen, "dobbiamo creare un nuovo mercato".

Una strategia completa

La strategia, che comprende due comunicazioni, una nuova direttiva sulle strutture portuali, e uno strumento per monitorare gli avanzamenti nell'economia circolare, ha lo scopo di ridurre i 26 milioni di tonnellate l'anno di rifiuti da plastica prodotti in Europa, aumentando il ricorso al riciclo e al riuso, che oggi è solo al 30% del totale. Una quota significativa di questa percentuale finisce per essere trattata in mercati terzi, come la Cina, che ha annunciato un giro di vite sull'importazione di rifiuti in plastica. 

Tassa sulla plastica, dietro front della Commissione Ue

"Dobbiamo fare in modo che la decisione cinese diventi un’opportunità", ha sottolineato Frans Timmermans, Primo vice Presidente della Commissione, "non dobbiamo cerchare un altro mercato in Asia, ma riflettere internamente su come riciclare i nostri rifiuti: c’è una catena, questa deve diventare redditizia e può diventarlo con poche modifiche del comportamento dei produttori e dei consumatori"

Via gli imballaggi in plastica

L'obiettivo più ambizioso della strategia Ue prevede che entro il 2030 tutti gli imballaggi in plastica immessi sul mercato Ue siano progettati per essere riutilizzabili e riciclabili. Per raggiungere il target la Commissione intende rivedere i requisiti legislativi per l'immissione degli imballaggi sul mercato.

I nuovi finanziamenti a sostegno della strategia saranno soprattutto su ricerca e sviluppo, con 100 milioni di euro fino al 2020. Le microplastiche utilizzate intenzionalmente vanno verso il divieto totale, mentre sono ancora allo studio misure per ridurre quelle involontarie, come le particelle di gomma da usura dei pneumatici o i residui di poliestere e nylon rilasciati nelle acque di lavaggio.

Le stoviglie monouso faranno la fine dei sacchetti?

La Commissione presenterà anche proposte per ridurre l'uso di stoviglie monouso, su cui una consultazione pubblica è in corso, con un approccio che dovrebbe ricalcare quelle usate per i sacchetti della spesa. Secondo fonti Ue, dati preliminari dai paesi membri mostrano un drastico calo dell'impiego dei sacchetti di plastica dopo l'approvazione della direttiva del 2016.

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