Dopo i sacchetti, gli imballaggi di plastica: una nuova tassa in arrivo. E questa volta la vuole Bruxelles

Il Commissario Ue al Bilancio Guenther Ottinger proporrà settimana prossima "una legislazione fiscale più incisiva" per proteggere l'ambiente dai rifiuti in plastica. Ancora non è chiaro se a pagare saranno i produttori o i consumatori

ANSA / CIRO FUSCO

Una "tassa sulla plastica" per difendere "mari, animali, pesci, mammiferi e paesaggi" dall'inquinamento. Il Commissario europeo al Bilancio, il tedesco Guenther Ottinger, ha promesso per la settimana prossima il lancio di una proposta volta a "creare stimoli alla riduzione di quantità di plastica attraverso una legislazione fiscale più incisiva".

La Cina ha chiuso le frontiere ai rifiuti Ue

"Gran parte dei rifiuti di imballaggio della plastica vanno a finire nei mercati al di fuori dell'Europa, in Cina, ha spiegato Oettinger motivando l'iniziativa, "la plastica vecchia, i sacchetti di plastica, il materiale di imballaggio vanno in Cina e diventano giocattoli per i nostri bambini. Ma dal primo gennaio la Cina non prende più rifiuti plastici".

Sacchetti ultraleggeri, l'Europa non ci ha chiesto un bel nulla

La marcia indietro di Pechino si ripercuoterà inevitabilmente sul nostro ambiente. "Noi produciamo e utilizziamo troppa plastica", ha insistito il Commissario, "nonostante il riciclaggio questa plastica finisce nei rifiuti, nell'interesse dei mari, degli animali, dei pesci e dei mammiferi, nell'interesse dei nostri paesaggi dobbiamo ridurre la quantità di plastica utilizzata. Ecco perchè ci sarà una tassa sulla plastica".

Pechino o Londra?

In realtà più che Pechino, dietro alla nuova tassa potrebbe esserci Londra e la sua decisione di abbandonare il club comunitario. La Brexit produrrà infatti un buco di 10-12 miliardi nell'erario comunitario, un vuoto che ora Bruxelles sta ragionando come riempire. Tra le opzioni ci sarebber proprio quella di inventarsi una nuova tassa, in questo caso quella 'verde' sulla plastica.

Pagano i produttori o i consumatori?

Ma chi pagherà? Il Commissario non ha voluto chiarire se questa tassa colpirà i produttori oppure i consumatori. "Dobbiamo vedere come ridurre la quantità generale di plastica, se partiamo dalla fabbricazione o alla fine della catena di consumo", ha affermato.

Possibili deroghe

Tuttavia la Commissione lascia aperta la porta a delle "deroghe" quando l'uso della plastica rientra "nell'interesse generale" come nel caso del latte o per motivi di igiene. "Tutto questo lo esamineremo nei prossimi giorni in vista della comunicazione della prossima settimana. Senz'altro ci vorrà tempo per trovare un equilibrio", ha concluso Oettinger. 

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